Fotografie
Architettura nel mondo antico : India e Sud-Est asiatico
Fotografie Arte

L’architettura indiana ha sempre risposto e risponde tuttora a precisi intenti simbolici: essa rappresenta la traduzione nella pietra dei precetti e dei fondamenti della religione buddhista prima e di quella induista poi. L’antica architettura in pietra era finemente scolpita, mentre minore importanza vi rivestivano gli elementi strutturali. Il monumento buddhista per eccellenza, di significato commemorativo, è un tumulo emisferico denominato stupa. Le architetture indiane più antiche sono costituite da santuari ricavati nella roccia, come si vede dalle grotte di Ellora e di Ajanta, a nord-est di Mumbai (Bombay). Con lo sviluppo delle tecniche costruttive, tale tipo lasciò il posto al più convenzionale modo di costruzione in pietra. I templi indiani tuttavia raramente mostrano un’articolazione interna in ambienti chiusi: tali complessi sono soprattutto supporto e pretesto per ampie decorazioni scultoree.

 

In Cambogia il tempio buddhista (ma talvolta anche induista o di culti collegati) è denominato wat (o vat). Il più celebre è quello di Angkor Vat: eretto nel XII secolo sotto la dinastia Khmer, consiste in un complesso variamente articolato in pietra scolpita cui si accede tramite un lungo ponte. La tradizione architettonica buddhista è presente anche in Myanmar (dove nell’antica capitale Pagan, costruita tra il X e il XIII secolo, sorgevano circa 5000 edifici sacri, fra templi, stupa e monasteri), Thailandia, Malaysia. Un esempio monumentale e splendido di evoluzione dello stupa si ha nel tempio di Borobudur, a Giava: una struttura a gradoni, complicata da cerchi concentrici di stupa, culmina in un grande stupa centrale.
Architettura cinese e giapponese

La struttura della casa cinese è legata al culto degli antenati e deve esprimere la sacralità della vita familiare: ciò spiega la grande importanza dell’architettura abitativa in Cina. Le case hanno normalmente pianta rettangolare, e sono circondate da un cortile chiuso entro una cinta in muratura. Lo stesso schema della casa si ritrova nei palazzi, nei monasteri e nell’impianto urbanistico. Le costruzioni tradizionali erano in legno; caratteristiche le gronde dei tetti, fortemente aggettanti.

Il bisogno di stabilire una relazione con la natura, che identifica la cultura giapponese, si riflette anche nella struttura della casa e dei palazzi. Gli elementi che compongono l’edificio sono disposti in un modo che appare casuale, ma che in realtà risponde a un ordine

preciso, ed è in rapporto con la visuale sull’esterno offerta da porte e finestre (si veda ad esempio il Palazzo di Katsura, risalente alla prima metà del XVII secolo). Una delle caratteristiche dell’architettura giapponese tradizionale, anch’essa basata sull’utilizzo quasi esclusivo del legno, era l’uso di riedificare meticolosamente i templi più importanti ogni vent’anni, mantenendone la struttura e l’aspetto esterno. Grazie a questa abitudine molti di essi (ad esempio il santuario di Ise, datato al V-VI secolo) sono giunti intatti fino a noi.

"Architettura," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.

Piramide di Chefren, Giza
Piramide di Chefren, Giza. Encarta
Ricerca personalizzata