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L'arte britannica al 19o secolo
Fotografie Regno Unito

Lo stile gotico ebbe nel XIX secolo un grande revival, che intese soprattutto ricreare l’aura romantica che il Medioevo aveva assunto presso i contemporanei ma coincise, nell’opera di personalità quali Walter Pugin, con una lucida critica verso l’industria, accusata di aver contaminato sia il paesaggio urbano con i suoi impianti smisurati, sia l’ambiente domestico con i suoi prodotti volgari. Il fenomeno del revival riguardò anche le forme dell’antichità greca: l’edificio più rappresentativo di questo neoclassicismo ottocentesco è l’austero e imponente British Museum di Londra (1823-1846) di Robert Smirke. Il Royal Pavilion di John Nash a Brighton (1815-1823), dalla struttura in ghisa, testimonia invece che il revival riguardò anche lo stile orientalista – islamico, indiano e cinese assieme.

 

L’eclettismo e la mescolanza degli stili più diversi caratterizzano l’architettura ottocentesca, tendente sempre alla sovrabbondanza degli ornamenti e a una certa pesantezza, pur nella grande varietà degli edifici realizzati. Nuove tipologie architettoniche vennero sperimentate, ad esempio per le stazioni ferroviarie, così come nuovi materiali, specialmente vetro e ferro. Già dal XVIII secolo la Gran Bretagna era stata all’avanguardia nell’uso del ferro come materiale strutturale in architettura, specie nella costruzione di ponti: in epoca vittoriana fu adottato nel memorabile Crystal Palace di Joseph Paxton, costruito in Hyde Park a Londra per ospitare l’Esposizione universale del 1851. L’immensa struttura, realizzata interamente in vetro e ferro, fu il primo grande edificio prefabbricato e venne eretto in soli sei mesi; fu distrutto nel 1936 da un incendio.

Interno del Crystal Palace
Interno del Crystal Palace. Encarta
"Arte britannica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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