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Arte cinese
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Arte cinese Produzione artistica e architettonica della Cina, dal Neolitico al XX secolo. Il principio dell’equilibrio armonioso, che sottostà a tutti gli aspetti della cultura cinese, si traduce in un’arte che è il risultato della convivenza di tradizioni e innovazioni, idee autoctone e straniere, significati religiosi e profani.

Gli imperatori cinesi furono attenti patroni delle arti. Quasi tutti gli artisti e gli architetti professionisti furono impiegati statali al servizio dei regnanti, mentre gli artisti dilettanti, in molti casi funzionari in ritiro o in esilio, poterono lavorare con maggiore libertà e riflettere nella loro opera istanze individuali estranee agli stili imposti dalla corte.

 

Il succedersi al trono di diverse dinastie influenzò profondamente lo sviluppo delle arti in Cina. I regnanti favorirono un ambiente culturale aperto ai concetti artistici, religiosi o filosofici provenienti dall’India e dal Medio Oriente, ma sempre nel rispetto della tradizione e del tessuto sociale esistente.

L’arte cinese dei primi periodi dinastici (Shang, Zhou, Ch’in e Han, 1776 ca. a.C. - 220 ca. d.C.), che si sviluppò a partire dall’età del Bronzo, si incentrava sul culto dei morti. Per assicurarsi l’immortalità, i sovrani e i loro funzionari si facevano costruire tombe sontuosamente decorate. Una delle tipologie più diffuse era quella a pozzo, che ha sovente permesso una buona conservazione dell’arredo sacro. Intorno al sarcofago erano deposti elaborati manufatti in bronzo, armi, giade intagliate e oggetti in ceramica, quali beni di conforto nella nuova vita. Le pareti delle camere funerarie erano decorate con scene a bassorilievo o dipinte, raffiguranti leggende popolari o episodi di vita quotidiana. Gli influssi stranieri e l’instabilità politica modificarono il carattere dell’arte cinese nei secoli successivi alla caduta della dinastia Han nel 220 d.C. Il buddhismo, introdotto nel IV secolo d.C., determinò l’importazione dall’India di nuovi stili.

Inoltre, la dottrina buddhista, ponendo l’accento sulla capacità dello spirito di trascendere la morte, portò al declino degli opulenti costumi funerari.

Quando la Cina venne unificata sotto la dinastia Tang nel VII secolo, i soggetti dell’arte erano diventati più cosmopoliti e mondani. L’architettura laica raggiunse una raffinatezza senza precedenti, la pittura di paesaggio e la ritrattistica fiorirono e i progressi tecnici nel campo della ceramica sfociarono nello sviluppo della fine porcellana del periodo Tang.

Le espressioni artistiche della dinastia Tang vennero ulteriormente perfezionate sotto le dinastie successive. La pittura di paesaggio divenne un’importante espressione artistica nutrita di dottrina filosofica, soprattutto tra i pittori-letterati che operavano lontano dalla corte. La calligrafia fu elevata ad arte, insieme alla ceramica e alla porcellana. I regnanti e i sudditi più abbienti decoravano le proprie case con lacche, arazzi, avori intagliati, giade e manufatti in metallo.

Cavallo in bronzo della dinastia Han
Cavallo in bronzo della dinastia Han. Encarta
L’architettura, a partire dalla dinastia Sung, divenne sempre più elaborata e complessa. Molti edifici costruiti durante i periodi Ming e Ching sono ancora visibili a Pechino. "Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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