Storia moderna dell'Egitto : l’ascesa di Muhammad Alì e la dominazione britannica
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L’occupazione francese dell’Egitto, sebbene di breve durata (1798-1801), determinò la crisi degli istituti politici del paese. Nel 1805 Muhammad Alì, generale ottomano di origine albanese, prese il potere e si fece nominare governatore; nel 1811 sconfisse i Mamelucchi e diede inizio a un vasto programma di riforme in ambito politico, economico e sociale. L’opera avviata da Muhammad Alì venne proseguita dai suoi successori, tra i quali il figlio Said e il nipote Ismail, che fu il primo ad assumere il titolo di chedivè. |
Nel 1859 la Compagnia universale del canale marittimo di Suez, a capitale franco-egiziano, iniziò i lavori di costruzione del canale, che causarono un progressivo indebitamento del paese nei confronti dei paesi occidentali e in particolar modo della Gran Bretagna. Con l’inaugurazione del canale, nel 1869, l’Egitto si ritrovò al centro delle rotte commerciali marittime internazionali, senza tuttavia trarne alcun beneficio. Infatti, nel 1875, Ismail fu costretto a cedere alla Gran Bretagna i diritti egiziani sul canale e l’anno successivo una commissione franco-britannica assunse il controllo delle finanze egiziane attraverso una Cassa del debito pubblico. L’ingerenza europea suscitò un’ondata nazionalista in seno all’esercito; un tentativo di rivolta guidato da Arabi Pascià nel 1882 fornì il pretesto ai britannici di intervenire militarmente nel paese, occupandolo. |
L’Egitto, pur rimanendo formalmente sottoposto alla sovranità ottomana, fu di fatto governato da Londra. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, il paese fu dichiarato ufficialmente protettorato; nello stesso anno il chedivè Abbas Hilmi II fu deposto e sostituito con il cugino Husain Kamil. "Egitto," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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