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Barocco italiano : pittura e scultura
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Verso la fine del Cinquecento nacque negli ambienti artistici una decisa reazione all’artificiosità del manierismo. A Bologna, Agostino, Annibale e Ludovico Carracci fondarono l’Accademia degli Incamminati, centro di riflessioni e discussioni estetiche, oltre che palestra per esercitazioni pratiche. Pur all’interno di una generale tendenza naturalistica, Annibale e Agostino miravano soprattutto a ridare vita al classicismo monumentale del tardo Rinascimento. Nei bellissimi affreschi realizzati da Annibale nel Palazzo Farnese di Roma (1597-1604) è ravvisabile in particolare l’influenza degli affreschi di Raffaello nelle Stanze Vaticane.

Un approccio più rivoluzionario al fatto pittorico contraddistinse l’opera del Caravaggio, pittore lombardo attivo soprattutto a Roma, Napoli e Malta, che rifiutò il carattere idealizzante della maggior parte della produzione rinascimentale: i suoi dipinti rappresentano figure e luoghi della storia sacra con realismo tanto spinto da suscitare spesso lo scandalo e la presa di distanza della Chiesa ufficiale. Il particolare uso del chiaroscuro di Caravaggio fu studiato e fatto proprio da alcuni artisti italiani e stranieri, i cosiddetti “caravaggisti”, tra cui si distinse Orazio Gentileschi.

 

I modelli – così diversi – di Caravaggio e dei Carracci non furono dimenticati dopo la scomparsa dei maestri. In generale i pittori bolognesi, quali Domenichino e Guido Reni, rimasero fedeli ai princìpi del classicismo. Il Guercino, anch’egli di origine bolognese, adottò tuttavia uno stile più vivace, ispirato in parte al naturalismo di Ludovico Carracci e in parte agli effetti di luce dei caravaggisti.

Guercino fu inoltre abile nel creare sorprendenti scorci illusionistici: l’affresco raffigurante l’Aurora (1621-22) nel Casino di villa Ludovisi a Roma rappresenta uno dei primi esempi dello stile detto barocco.

Altri due importanti esponenti della pittura barocca furono Pietro da Cortona e Giovanni Lanfranco, attivi soprattutto a Roma. Pietro da Cortona fu anche architetto: progettò le sue costruzioni con particolare attenzione al principio barocco dell’illusionismo, mirando a un’armonica integrazione dell’edificio nell’ambiente circostante. Lanfranco trasse ispirazione soprattutto dai soffitti affrescati dal Correggio, caratterizzati da una perfetta applicazione delle regole prospettiche e da splendidi effetti luministici. Sebbene fosse nata a Roma, la nuova tendenza stilistica prese piede e diede ottimi risultati anche in altre città d’Italia e soprattutto a Napoli, dove furono attivi Luca Giordano, Mattia Preti e lo spagnolo caravaggesco Jusepe de Ribera.

Il loro esempio fu seguito da Francesco Solimena, che prolungò la tradizione del barocco napoletano nel Settecento.

Principale artista barocco fu lo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini. La matrice teatrale del suo stile si riconosce nelle molte opere romane: le fontane (dei Fiumi, del Tritone), il palazzo di Montecitorio, la piazza e il colonnato della Basilica di San Pietro e il baldacchino al suo interno. La Cappella Cornaro (1646) in Santa Maria della Vittoria fu progettata in modo da presentare ed esibire all’osservatore una scena, come in teatro: il centro è occupato dalla statua dell’Estasi di santa Teresa, la cui sensualità, resa attraverso la prodigiosa tecnica scultorea dell’artista, contrasta con le opere molto più sobrie dei contemporanei.

Bernini seppe trasfondere la vitalità propria delle sue sculture anche nelle opere architettoniche. Insieme con Carlo Maderno, Francesco Borromini e Pietro da Cortona, fu uno degli iniziatori dell’architettura barocca, che si riconosce per la ricchezza delle decorazioni, la complessità delle forme e la spettacolarità degli effetti spaziali. Le costruzioni romane più rappresentative del barocco sono quelle di Borromini: nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, la lanterna è collocata alla sommità di una suggestiva struttura a spirale. Ineguagliabile è tuttavia la grandiosità del colonnato di piazza San Pietro, del Bernini.

Annibale Carracci: Polifemo
Annibale Carracci: Polifemo. Encarta
L’architettura barocca non raggiunse esiti straordinari solamente a Roma. L’influenza di Borromini è evidente nell’opera di Guarino Guarini a Torino, e si riconosce anche negli edifici costruiti nella città piemontese da Filippo Juvara nei primi anni del Settecento. A Venezia la personalità di maggiore rilievo nell’ambito dell’architettura barocca fu Baldassarre Longhena, autore del progetto per la chiesa di Santa Maria della Salute (cominciata nel 1631). Nell’Italia meridionale si sviluppò una versione particolarmente elaborata dello stile barocco, con esiti degni di nota a Napoli e Lecce. Nel 1752 Luigi Vanvitelli costruì la splendida Reggia di Caserta, forse l’ultimo grande edificio del barocco italiano. "Italia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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