Storia colombiana : I “cartelli” della cocaina
|
Fotografie Colombia |
Nella seconda metà degli anni Ottanta la situazione del paese peggiorò ulteriormente. Accanto allo scontro tra apparati dello stato e guerriglia, crebbe infatti la violenza scatenata dalle cosche criminali (i cosiddetti “cartelli”) dedite al traffico della cocaina, di cui il paese era il primo produttore mondiale, e dagli “squadroni della morte” dell’Autodifesa unita della Colombia (AUC), legati alla destra più estrema, all’oligarchia agraria e ad alcuni settori dell’esercito. |
Nel 1986 i liberali conquistarono la presidenza con Virgilio Barco Vargas. Nell’agosto del 1989, in seguito a un’ondata di omicidi e violenze, il governo lanciò, con l’aiuto degli Stati Uniti, una vasta offensiva contro i “cartelli” di Medellín e di Cali, i più potenti del paese, arrestando oltre 10.000 persone. Nel 1989, in seguito a un accordo con il governo, l’organizzazione guerrigliera M-19 abbandonò la lotta armata trasformandosi in partito politico. La campagna elettorale della primavera 1990 si svolse in un clima violentissimo e ben tre candidati alla presidenza vennero uccisi. A pagare un elevatissimo prezzo furono i sindacati e il nuovo partito di sinistra dell’Unione patriottica, sui quali si abbatté la violenza dell’AUC. In maggio, alla presidenza venne eletto il liberale César Gaviria Trujillo, che tentò di avviare una politica di riconciliazione rivolta ad arginare sia il fenomeno della guerriglia sia l’attività dei “cartelli”. |
Nel 1991 anche l’ELP abbandonò la lotta armata. Nello stesso anno venne promulgata una nuova Costituzione, venne approvato il divieto di estradizione dei cittadini colombiani e promossa una serie di riforme tra le quali il divorzio, la decentralizzazione e l’autonomia municipale e dipartimentale, il riconoscimento della multiculturalità e dei diritti degli indigeni, l’uguaglianza dei diversi culti religiosi. Gaviria avviò anche una politica di privatizzazioni, suscitando il malcontento delle organizzazioni sindacali. Nel 1992, l’imperversare della violenza indusse il governo a ricorrere allo stato d’emergenza. Nel dicembre 1993 il narcotrafficante Pablo Escobar, potente capo del “cartello” di Medellín, venne ucciso dalle forze di sicurezza governative in uno |
![]() |
Julio César Turbay Ayala. Encarta |
scontro a fuoco. Il paese rimase tuttavia in balia della violenza e di una grave crisi economica. "Colombia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
![]() Ricerca personalizzata
|