Colombia all'inizio del XXo secolo
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Fotografie Colombia |
Il periodo postbellico conobbe un inasprimento dei rapporti tra liberali e conservatori, ma anche un cruento conflitto di classe, soprattutto nelle campagne. Nell’aprile 1948 l’assassinio del popolarissimo leader liberale Jorge Eliécer Gaitán, inviso alle oligarchie per le sue posizioni risolutamente riformatrici, provocò un’ondata di rivolte in tutto il paese. La ribellione iniziò il 9 aprile nella capitale con il cosiddetto Bogotazo (che in pochi giorni causò 1.500 morti e 20.000 feriti), per dilagare poi nelle campagne, dove esplose la rabbia dei contadini. Nonostante i disordini, la nona Conferenza panamericana, che si stava svolgendo a Bogotá, riuscì a terminare i lavori con la firma, il 30 aprile, dello statuto dell’Organizzazione degli stati americani. |
Nei mesi seguenti la tensione restò alta e numerosi furono gli episodi di violenza. Le severissime misure di ordine pubblico provocarono le proteste dei liberali, il cui candidato, accusando il governo di violare la legge elettorale, si ritirò dalla corsa alla presidenza. |
Senza nessuna opposizione, il candidato conservatore Laureano Gómez salì al potere nell’agosto 1950. La ferma intenzione del governo di ristabilire l’ordine con tutti i mezzi riaccese la guerra civile. Nelle campagne, dove spadroneggiavano le milizie private dell’oligarchia conservatrice, si formarono tra i contadini centinaia di bande armate, spesso prive di alcuna prospettiva politica. Il governo proclamò lo stato d’assedio, impose la legge marziale e sospese il Parlamento, lanciando una vastissima e brutale offensiva contro ogni tipo di opposizione. Lo scontro raggiunse inauditi livelli di violenza, causando migliaia di vittime tra la popolazione, spesso crudelmente seviziate prima di essere uccise. L’esercito mise a ferro e fuoco villaggi e piantagioni, costringendo i contadini scampati al massacro a trovare rifugio nei boschi e sulle montagne, dove organizzarono l’autodifesa. |
In questo contesto comparvero le prime organizzazioni guerrigliere, che si sarebbero rinforzate a partire dagli anni Sessanta segnando profondamente la storia del paese. |
Nel 1953 il generale conservatore Gustavo Rojas Pinilla depose il governo Gómez con il favore di entrambi gli schieramenti. Grazie a un’amnistia, Rojas Pinilla riuscì in parte a pacificare il paese, ma il suo regime assunse presto una piega dittatoriale provocando la reazione dei liberali e dei conservatori; nel 1957 fu costretto a rimettere il potere nelle mani di una giunta militare, che si fece carico di trovare un accordo tra liberali e conservatori affinché amministrassero congiuntamente il paese per dodici anni. Il patto del cosiddetto “Fronte nazionale” fu approvato all’unanimità il 1° dicembre 1957 e l’anno seguente venne prolungato a sedici anni. In dieci anni, la guerra civile aveva causato circa 300.000 morti, su una popolazione che contava allora 15 milioni di abitanti. |
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