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Economia britannica : commercio e finanza
Fotografie Regno Unito

L’unità monetaria del Regno Unito è la lira sterlina (pound), divisa in centesimi (penny, plurale pence).

La Bank of England, creata per concessione nel 1694 e nazionalizzata nel 1946, è la sola banca autorizzata a emettere moneta in Inghilterra e Galles. Alcune banche in Scozia e Irlanda del Nord possono emettere moneta in limitate quantità.

 

Nel paese esistono inoltre molti istituti finanziari, come la Borsa valori di Londra e la Borsa delle assicurazioni dei Lloyd’s, che fanno del Regno Unito uno dei più importanti centri della finanza mondiale. I servizi bancari, finanziari, assicurativi e di credito costituiscono circa il 20% dell’attività economica britannica. Tradizionale centro dei servizi finanziari è il noto Square Mile (il “miglio quadrato”) nella City di Londra, che ospita la maggior concentrazione al mondo di banche e un gran numero di istituti assicurativi.

Da centinaia di anni il commercio ha per il Regno Unito un’importanza vitale. La posizione dominante del paese nel commercio mondiale durante il XVIII e XIX secolo fu dovuta in gran parte all’isolamento geografico delle isole Britanniche rispetto ai conflitti e ai problemi politici che affliggevano il continente. Lo sviluppo delle grandi compagnie mercantili (Compagnia delle Indie Orientali; Compagnia della Baia di Hudson), l’espansione coloniale e il controllo navale dei mari furono fattori conseguenti. Prima del XVII secolo il commercio estero dell’Inghilterra era gestito quasi interamente da operatori stranieri. La lana era il principale prodotto di esportazione e le importazioni erano rappresentate soprattutto da manufatti. Con il mercantilismo, la dottrina economica prevalente in Inghilterra nei secoli XVII e XVIII, lo stato promosse il commercio estero, lo sviluppo della flotta e delle compagnie mercantili.

Con l’aumento dei possedimenti coloniali britannici nel XVIII e XIX secolo, l’allevamento ovino per la produzione di lana e carne divenne un’attività importante nelle colonie, mentre cotone, ferro, acciaio e carbone divennero i principali prodotti di esportazione.

Oggi il Regno Unito è la quinta nazione al mondo per volume di scambi, con un valore pro capite delle esportazioni superiore a quello degli Stati Uniti e del Giappone. I principali beni di importazione sono generi alimentari, legno e prodotti cartacei, macchinari, prodotti chimici e mezzi di trasporto. Tra le esportazioni britanniche figurano macchinari, mezzi di trasporto, manufatti di base, petrolio, prodotti chimici, strumenti di precisione, attrezzature aerospaziali ed elettroniche. Nel 2004 le esportazioni ammontavano a 348.430 milioni di dollari USA; le importazioni a 461.076 milioni di dollari USA. Il 50% circa degli scambi avviene con i paesi dell’Unione Europea, soprattutto con Germania, Paesi Bassi e Francia, il 13% circa con Stati Uniti e Canada.

Victoria Station, Londra
Victoria Station, Londra. Encarta
"Regno Unito," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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