Conseguenze della 1a guerra mondiale : Conseguenze economiche e conflitti sociali
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Fotografie Storia |
Ancor più grave fu il dissesto finanziario, i cui effetti negativi si aggiunsero ai problemi derivanti non solo dalla riconversione delle industrie dalla produzione militare a quella civile, ma più in generale dal riassetto di un intero sistema economico. La guerra per oltre quattro anni aveva finalizzato la produzione, gli scambi, la gestione monetaria, la macchina burocratica degli stati, realizzando la mobilitazione totale delle risorse umane e materiali. Ne erano state sconvolte le regole precedenti. |
Per quanto concerne l’aspetto finanziario, la guerra aveva generato un enorme disavanzo nei bilanci statali, sollecitati alla spesa dalle esigenze militari. Nelle transazioni monetarie l’instabilità dei cambi aveva prodotto inflazione e svalutazione a livelli incontrollati. In queste condizioni, rimettere sotto controllo le finanze statali si presentava come un problema arduo, dai complessi risvolti sociali e politici prima ancora che tecnici. Anche la situazione industriale apparve di difficile gestione, nel momento in cui vennero a mancare le commesse statali, che in tempo di guerra avevano trainato interi settori, quali il meccanico, il tessile, il chimico. Insorsero gravi problemi legati alla riconversione dell’industria bellica e, inoltre, bisognava trovare un lavoro per i milioni di reduci dal fronte. La guerra aveva innescato profondi e ampi sommovimenti in tutte le nazioni coinvolte e aveva depositato nella coscienza di milioni di persone il ricordo brutale della violenza. |
Dal rifiuto morale che molti soldati e ufficiali elaborarono in risposta ai massacri, scaturì un odio profondo verso la guerra che si tramutò in un impulso di riscatto. Sentimenti simili furono all’origine della Rivoluzione russa del 1917, ma anche delle lotte operaie e contadine che si manifestarono in Germania (vedi Repubblica di Weimar), in Francia, in Italia tra il 1917 e il 1922. |
Al contrario, nei soldati che non avevano avvertito un’opposizione morale alla guerra, l’esperienza sotto le armi aveva lasciato impressioni di forza bruta, abitudini all’uso della violenza, attitudine alla prevaricazione fisica, tutte componenti queste che prepararono il clima psicologico delle forze reazionarie attive in Europa già dal 1919. La crisi del dopoguerra infine, se travolse operai e contadini, agrari e industriali, turbò ancora di più i ceti medi, esposti ai contraccolpi dell’inflazione e alla perdita di reddito e di prestigio, predisponendoli a favorire soluzioni autoritarie con le quali liquidare i conflitti ideologici e gli squilibri sociali. "La prima guerra mondiale," Microsoft® Encarta |
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Inflazione in Germania. Encarta |
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