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Storia del Messico: la strage di piazza delle Tre Culture
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Nel 1964 salì alla presidenza Gustavo Díaz Ordaz (1964-1970). Nello stesso anno, il rifiuto messicano di condannare la rivoluzione cubana e di interrompere i rapporti con Fidel Castro provocò l’improvviso deteriorarsi delle relazioni con gli Stati Uniti. Nel 1966 il governo lanciò un piano quinquennale inteso a rilanciare lo sviluppo economico, ottenendo tuttavia scarsi risultati; le critiche condizioni di ampie fasce di popolazione (e soprattutto di quelle che si erano trasferite dalle campagne nelle città nella speranza di trovar lavoro nell’industria) provocarono l’estendersi del malcontento e la comparsa di posizioni di radicale opposizione al regime.

Nel 1968 la protesta scoppiò tra gli studenti, che cercarono di utilizzare la tribuna offerta dai Giochi olimpici per denunciare il crescente autoritarismo del regime. Ma le agitazioni studentesche, iniziate in luglio per l’irruzione della polizia nell’Università di Città di Messico, furono soffocate nel sangue dal governo di Díaz Ordaz, che nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, a pochi giorni dall’inaugurazione dei Giochi, diede alla polizia l’ordine di sparare sugli studenti che affollavano la piazza delle Tre Culture; le vittime tra i manifestanti furono centinaia e moltissimi i feriti, anche tra i giornalisti presenti, tra cui l’italiana Oriana Fallaci, raggiunta da una raffica di mitra.

Crisi economica e politica

La strage di piazza delle Tre Culture (il cui tragico bilancio non venne mai svelato) destò scalpore in tutto il mondo e aprì nel paese una profonda ferita destinata a pesare sui successivi sviluppi della vicenda politica messicana. Nel 1970 venne eletto alla presidenza Luis Echeverría Alvarez. Già ministro degli Interni del governo di Díaz Ordaz, Echeverría continuò la politica del pugno di ferro contro le agitazioni studentesche. Come in altri paesi dell’America latina, si attivarono contro le opposizioni di sinistra gli “squadroni della morte”, spesso costituiti da agenti di polizia in borghese. Uno di questi gruppi, gli Halcones (“Falconi”) il 10 giugno 1971 compì la strage cosiddetta del “giovedì di Corpus Domini”, in cui trovarono la morte decine di giovani universitari.

Sul piano economico Echeverría rilanciò la riforma agraria, sostenendo i produttori agricoli, e adottò misure di nazionalizzazione nel settore minerario. Ricercando una maggiore autonomia dagli Stati Uniti, intensificò inoltre i rapporti di cooperazione economica con i paesi dell’America latina, con il Canada e con il Giappone e stabilì relazioni diplomatiche con la Cina e la Germania Orientale. Nel 1974, la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi diede inizialmente impulso all’economia, che negli anni seguenti rallentò però bruscamente per il forte indebitamento contratto con l’estero per sostenere gli investimenti petroliferi e per la caduta del prezzo del greggio. La crisi, manifestatasi già durante il mandato presidenziale di José López Portillo (1976-1982), scoppiò agli inizi degli anni Ottanta con effetti disastrosi.

Miguel de la Madrid Hurtado, eletto alla presidenza nel 1982, si trovò a governare un paese afflitto da un’elevatissima inflazione, dalla disoccupazione, da un’estesa corruzione degli apparati dello stato a tutti i livelli e dagli scontri che opponevano nelle campagne i contadini all’oligarchia fondiaria; la nazionalizzazione delle banche per evitare fughe di capitali all’estero creò scontento anche nelle classi alte, che iniziarono a prendere le distanze dal regime. Nel 1985 il paese venne colpito da un devastante terremoto, che provocò migliaia di vittime e ingentissimi danni.

José López Portillo
José López Portillo
L’incapacità dello stato a fronteggiare la grave situazione incrinò definitivamente la fiducia dei messicani nei confronti del regime priista, creando le condizioni per una ripresa delle opposizioni. Nel 1987, alcuni dissidenti di sinistra del PRI (tra cui Cuauhtemoc Cárdenas, figlio di Lázaro Cardenas) fondarono il Partito della rivoluzione democratica (PRD); si rafforzò nel contempo tra i settori cattolici e della destra messicana l’influenza del Partito di azione nazionale (PAN). ."Messico" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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