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Storia della Polonia : le tre spartizioni della Polonia
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Alla morte di Sigismondo II Augusto (1572), ultimo degli Jagelloni, la nobiltà polacca impose un profondo cambio di regime, conferendo alla Dieta(Sejm), che controllava, il potere di eleggere il re. A questa riforma politica corrispose nei decenni seguenti una trasformazione del quadro economico del paese, con una rifeudalizzazione dei rapporti di produzione. Questi cambiamenti portarono in breve tempo a un indebolimento dello stato, che, privo di una guida autorevole, fu sempre più esposto alle mutevoli alleanze dei nobili e alle manovre delle potenze vicine. Per due secoli la Polonia subì un progressivo declino. Guerre disastrose – con la Svezia, la Russia, i cosacchi, il Brandeburgo e i turchi ottomani – portarono alla perdita di importanti territori e alla devastazione di gran parte del paese.

Nel 1683, Giovanni III Sobieski sgominò un esercito turco alle porte di Vienna; la sua vittoria fu un evento molto importante per la cristianità, ma non servì ad arrestare il declino della Polonia, che anzi uscì economicamente prostrata dalla guerra. Dal XVIII secolo i russi riuscirono gradualmente a ridurre il paese all’impotenza.

Con l’aiuto di una fazione della Dieta e dell’intervento armato della Russia, Federico Augusto II, elettore di Sassonia, salì sul trono polacco nel 1733 con il nome di Augusto III. Questi eventi portarono al conflitto conosciuto come la guerra di successione polacca. Nel 1764 le truppe russe invasero la Polonia e imposero l’incoronazione al trono di Stanislao II Augusto, amante dell’imperatrice Caterina II.
Le tre spartizioni della Polonia

La pressione dei paesi vicini portò nel 1772 alla prima spartizione della Polonia. In base agli accordi del trattato, la Russia, l’Austria e la Prussia acquisirono circa un quarto dell’intera superficie del paese, che venne denominato ufficialmente Confederazione Polacca. La ratifica del trattato da parte della Dieta fu ottenuta in gran parte con la corruzione.

Nonostante ciò, nel decennio che seguì alla spartizione, le strutture educative nazionali furono secolarizzate e modernizzate. In questo periodo si sviluppò anche un movimento per le riforme costituzionali: dal 1788 la Dieta elaborò una nuova Costituzione la cui bozza, che proclamava la Polonia una monarchia ereditaria e tendeva a rafforzare e liberalizzare le istituzioni, fu adottata il 3 maggio 1791.

Tuttavia, gli sforzi di Stanislao II Augusto per rafforzare l’autonomia del paese furono presto vanificati, nonostante la strenua difesa polacca, da un nuovo intervento delle potenze straniere. Tra la fine del 1792 e l’inizio del 1793 le armate russe occuparono la Polonia orientale e i prussiani quella occidentale; le occupazioni furono sancite formalmente in una seconda spartizione nel settembre del 1793.

Nel 1794, le armate polacche guidate da Tadeusz Kościuszko (che si era distinto nella guerra d’indipendenza americana), inflissero ai russi diverse umilianti sconfitte. Tuttavia, una serie di circostanze, tra cui l’intervento austriaco e prussiano, tolse ogni speranza alla causa polacca. Nell’ottobre 1794 i russi vinsero una battaglia decisiva a Maciejowice e, al comando del maresciallo Aleksandr Suvorov, riconquistarono Varsavia: ciò che rimaneva delle armate nazionali capitolò nel giro di poche settimane. Tra il 1795 e il 1797 le tre potenze vittoriose stabilirono la terza spartizione della Polonia, che scompariva dalla carta dell’Europa.

"Polonia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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