Economia dell'Europa: agricoltura
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Fotografie Europa |
L’Europa ha detenuto a lungo il primato nel campo delle attività economiche. Sin dal Medioevo furono attivi i commerci a livello continentale e al successo economico dei ceti mercantili urbani si devono molte delle iniziative che imposero il capitalismo nell’Europa centrosettentrionale sin dal XVII-XVIII secolo. Allo sviluppo eccezionale dell’economia europea contribuirono i commerci con i paesi d’oltreoceano e poi la loro sottomissione coloniale, che assicurò la fonte di approvvigionamento delle materie prime e lo sbocco dei prodotti al sistema industriale metropolitano. |
Nel corso del secolo XIX, quale luogo di origine della rivoluzione industriale, l’Europa acquisì una superiorità tecnologica sul resto del mondo che ne fece l’incontrastata dominatrice sul piano produttivo e commerciale. La rivoluzione industriale, che aveva preso avvio in Inghilterra nel XVIII secolo, diffondendosi poi in tutto il mondo, rese possibile una grande trasformazione nei modi di produrre ricorrendo a macchine complesse e dando luogo a un prodigioso aumento della produzione agricola, nonché a nuove forme di organizzazione economica e a nuovi modi di vita. A partire dalla metà del secolo XX un grande impulso alla crescita è venuto dalla formazione di organizzazioni sovranazionali quali l’Unione Europea, l’Associazione europea di libero scambio (EFTA), e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. |
Le attività agricole in Europa sono generalmente di tipo policolturale, vale a dire che nella stessa regione si ha una gran varietà di colture e di produzioni. La parte europea dell’ex URSS è una delle poche regioni di grande estensione in cui predomina la monocoltura. Nei paesi del Mediterraneo, produzioni agricole diverse sono consentite dalle condizioni climatico-ambientali e comprendono olive, uva e agrumi, oltre a frumento e altri cereali. In gran parte dei paesi mediterranei l’agricoltura riveste una parte importante nell’economia nazionale; meno rilevante è nelle aree settentrionali, dove è stata soverchiata dall’industria, ma dove però ha conosciuto processi di razionalizzazione che l’hanno resa molto redditizia. In quasi tutta l’Europa occidentale, ad esempio, l’allevamento di bovini da latte e la produzione di carne costituiscono attività di notevole rilievo. |
L’agricoltura mantiene un ruolo importante nelle regioni orientali, come nella penisola balcanica, dove è spesso praticata in forme ancora tradizionali. Qui, durante i cinquant’anni di dominio comunista, il regime delle proprietà (basato sulla collettivizzazione) e l’intero settore agricolo non hanno ricevuto il rinnovamento e gli stimoli che ha avuto l’agricoltura dell’Europa occidentale. Le possibilità agricole del territorio sono molto vaste: si possono praticare utilmente le colture più diverse, anche se l’Europa nel suo insieme è conosciuta in particolare quale produttrice di frumento e altri cereali; vi si coltivano comunque anche oleaginose, viti, barbabietole da zucchero, alberi da frutta e specie orticole d’ogni genere destinate ai grandi mercati urbani. Tradizionalmente, oltre ai bovini da latte e da carne, si allevano maiali, pecore, capre e pollame. |
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Azienda agricola della Frisia. Encarta |
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