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L'economia della Colombia
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Malgrado nell’ultimo decennio l’industria abbia conosciuto un discreto sviluppo, l’economia colombiana, dipendente da circa quarant’anni dalla produzione di caffè, rimane essenzialmente di tipo agricolo. Un settore economico dagli introiti incalcolabili è costituito dall’industria illegale della cocaina; sono purtroppo numerosi i colombiani impiegati nella coltivazione, nella lavorazione e nel traffico di questa sostanza stupefacente.

Il narcotraffico è gestito dai cosiddetti “cartelli”, associazioni malavitose dotate di ampio potere economico, contro i quali nulla sembrano potere gli sforzi governativi. Nel 2006 il prodotto interno lordo ammontava a 153.405 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 3.367,20 dollari.

Il settore trainante dell’agricoltura colombiana (che occupa il 22% della forza lavoro) rimane quello della coltivazione del caffè, di cui il paese è tra i primi produttori mondiali. Altre colture significative sono rappresentate dalla canna da zucchero, dal riso, dalle banane, dal tabacco e dal cotone; si coltivano in misura minore cereali, ortaggi e una grande varietà di frutti e fiori tropicali. Anche l’allevamento costituisce una risorsa significativa, oltre che un bene d’esportazione; si allevano bovini in cospicua quantità, oltre a ovini, suini ed equini. Il settore primario fornisce il 12% (2006) del PIL del paese.

La Colombia è uno dei maggiori produttori mondiali di smeraldi che, accanto all’oro, al petrolio e al platino, costituiscono una ricchezza assai rilevante; il territorio è inoltre ricco di gas naturale, carbone, argento, nichel, rame, minerali di ferro, salgemma e salmarino.

"Colombia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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