L'economia dell'India
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Fotografie India |
L’India ha un’economia di tipo misto in cui il governo, sia a livello federale sia nei singoli stati, svolge un importante ruolo di regolazione e pianificazione, oltre a essere titolare di numerose imprese pubbliche. L’intervento su larga scala dello stato nell’economia risale agli anni Cinquanta e all’impostazione nazionalistica e socialista del primo governo che seguì all’indipendenza, guidato da Jawaharlal Nehru, che intese promuovere la crescita e lo sviluppo economico per far fronte al rapido incremento della popolazione. Il primo piano economico quinquennale fu varato nel 1952; nei decenni che seguirono lo stato nazionalizzò alcuni settori-chiave dell’economia, sostenendone altri con forti investimenti, e sottopose il settore privato a un ampio controllo. |
Vennero erette barriere tariffarie e doganali allo scopo di proteggere le industrie nazionali e furono avviati alcuni programmi di riforma agraria. I risultati, nel corso dei decenni seguenti, sono stati generalmente positivi; nel trentennio 1950-1980 la produzione agricola è significativamente cresciuta, il che ha permesso di allontanare lo spettro delle grandi carestie. Il paese ha da tempo gettato le basi di un moderno stato industriale e l’India è oggi un importante produttore mondiale di acciaio. Tali progressi sono stati tuttavia insufficienti e non hanno avuto che effetti marginali sul reddito della maggioranza della popolazione. Nel 2005 il prodotto interno lordo era di 805.714 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 736,10 dollari USA. |
Nonostante gran parte dell’agricoltura venga ancora condotta con metodi tradizionali, all’indomani dell’indipendenza sono state introdotte alcune importanti trasformazioni tecnologiche. |
Le zone che usufruiscono dei sistemi di irrigazione finanziati dal governo si sono sensibilmente estese, e nel 2003 la superficie irrigata costituiva il 18,8% dell’intera superficie territoriale. La richiesta di fertilizzanti chimici e di sementi ad alto rendimento è significativamente aumentata, soprattutto in seguito all’importante “Rivoluzione Verde” degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta del XX secolo, di cui hanno beneficiato soprattutto i ricchi coltivatori di frumento degli stati dell’Uttar Pradesh e del Punjab. Il sostentamento di oltre due terzi della |
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Il raccolto di riso in India. Enciclopedia Encarta |
popolazione indiana dipende dall’agricoltura, che partecipa per il 18,3% (2005) alla formazione del PIL. La maggior parte dei fondi coltivati ha estensioni molto limitate e più di un terzo degli appezzamenti è addirittura al di sotto del livello di sussistenza di una famiglia di contadini. La coltura più estesa è il riso, che costituisce l’alimento principale di gran parte della popolazione, cui seguono il frumento, la canna da zucchero, il tè, il cotone e la iuta. Colture di primaria importanza sono inoltre gli ortaggi, il sorgo, il miglio (di cui il paese è il primo produttore mondiale), il mais, l’orzo, i ceci e la banana. Tra le colture per l’industria e il commercio si annoverano il caucciù naturale, il caffè, i semi di lino, le arachidi, il legname e diverse spezie (soprattutto pepe e cannella). "India," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008 |
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