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Economia della Repubblica dominicana
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L’economia nazionale si fonda in prima istanza sull’agricoltura; l’industria è poco sviluppata, ma il paese dispone di un discreto patrimonio minerario. Rilevanti gli introiti dovuti al turismo. Nel 2006 il prodotto interno lordo fu di 31.846 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 3.312,20 dollari.

Il 22,7% (2003) del territorio del paese è coltivato; i principali proventi del settore primario si devono soprattutto ai prodotti delle grandi piantagioni, quali la canna da zucchero (che è il prodotto principale), il caffè, il cacao, il tabacco, il cotone e le banane. Il fabbisogno alimentare locale è soddisfatto da piccole colture di riso, mais, manioca, patate, patate dolci, ortaggi e noci di cocco, e da un modesto numero di capi d’allevamento, in prevalenza suini, bovini e pollame.

Le foreste ricoprono il 28,2% (2005) del territorio; a partire dagli anni Sessanta lo sfruttamento delle foreste è parzialmente regolato da accordi tra stato e industria del settore. I legnami di maggior pregio sono il mogano, il pino caribico e il cedro.

L’industria ittica non è molto sviluppata a causa dell’insufficienza delle strutture destinate alla pesca d’altura e al congelamento. Il settore primario nel suo complesso fornisce l’12,1% del PIL annuo, impiegando il 16% della forza lavoro.

"Repubblica dominicana," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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