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Economia della Turchia con l'agricoltura e l'industria turche
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Il sistema economico turco si è basato a lungo sull’agricoltura, più sviluppata lungo le coste e arretrata nelle regioni interne, e su una piccola industria di trasformazione dei prodotti agricoli, rivolta quasi esclusivamente al consumo interno. La modernizzazione del sistema, avviata negli anni Cinquanta del Novecento, si è intensificata nel decennio successivo attraverso una serie di piani nazionali, che hanno privilegiato i settori agricoli più avanzati e stimolato lo sviluppo dell’industria di base e meccanica (in particolare macchine agricole e autoveicoli). Negli anni Ottanta la crescita economica è rallentata, mantenendosi tuttavia su valori positivi fino alla seconda metà degli anni Novanta. Negli ultimi anni, ai nefasti effetti della crisi finanziaria dei mercati asiatici si sono aggiunti gli ingenti danni causati dai sismi che hanno colpito le regioni nordoccidentali, le più sviluppate del paese. Ma l’economia ha risentito anche dell’instabilità politica e dell’estesa corruzione del sistema politico e finanziario: negli ultimi dieci anni, il debito dello stato è passato dal 30 al 65% del prodotto interno lordo. Entrato in una fase recessiva nel 1999 e funestato da un’altissima inflazione, nel 2000 il paese ha dovuto ricorrere a un ingente prestito del Fondo monetario internazionale. Encarta

Agricoltura ed industria in Turchia

Il settore agricolo, tuttora piuttosto arretrato, è basato su un fitta rete di piccoli fondi di modesta capacità produttiva. Le forti differenze territoriali e climatiche consentono una coltivazione diversificata. Frumento, orzo, mais, barbabietola da zucchero, pomodori, olive, meloni, uva, mele e fichi sono i principali prodotti agricoli, ai quali si affianca una pregiata produzione di tabacco. La coltivazione del papavero da oppio è diffusa nell’interno anatolico, mentre nelle pianure del versante marittimo meridionale si coltiva il cotone, di cui il paese è uno dei maggiori produttori mondiali. Rinomata la coltivazione industriale delle rose. L’allevamento di bovini e ovini rappresenta una voce economica importante (le capre producono la pregiata lana mohair) e occupa circa la metà degli addetti del settore agricolo. Di scarso rilievo è la silvicoltura; la pesca, in espansione, è praticata soprattutto nel mar di Marmara e nel Bosforo. Il settore primario occupa il 30% (2005) della forza lavoro.

L’industria turca è fiorente nei settori della lavorazione dei prodotti alimentari (industria conserviera e pastifici) e del tessile (cotonifici, lanifici, setifici). Sviluppati anche i settori siderurgico, meccanico e chimico. Oltre alla manifattura del tabacco e alle industrie della concia e del cuoio, un’attività fiorente è rappresentata dalla produzione di tappeti. Il comparto industriale occupa il 25% (2005) della forza lavoro. Encarta

Economia turc
Economia turca Foto E. Buchot
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