L'economia della Romania
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A partire dal 1949 la Romania ha adottato un’economia di tipo socialista basata sul modello sovietico (vedi Economia pianificata). Conformemente al modello socialista, i governi rumeni hanno privilegiato lo sviluppo dell’industria pesante a scapito del settore agricolo. La rapida crescita economica di cui ha beneficiato il paese nel corso degli anni Sessanta si è così caratterizzata per una cronica carenza dei beni di consumo e per un notevole degrado ambientale, causato dalle strutture tecnologicamente arretrate. Dopo la caduta di Ceauşescu nel 1989 e la fine del sistema socialista, tutti i settori dell’economia hanno subito forti modifiche; per condurre il paese verso un sistema di mercato, a partire dal 1990 sono state adottate radicali riforme di carattere economico (privatizzazioni, liberalizzazione dei prezzi e svalutazione della moneta). |
Nel maggio del 1994 il Fondo monetario internazionale ha concesso alla Romania un prestito di 700 milioni di dollari, richiedendo uno specifico impegno contro l’inflazione, pari al 256% nel 1993. La transizione da un’economia pianificata a un’economia di mercato si è rivelata particolarmente lunga e travagliata e ha determinato profondi disagi sociali. Nel 2006 il prodotto interno lordo era di 121.609 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 5.632,60 dollari USA. Secondo l’Eurostat il tasso di disoccupazione nel 2003 era del 6,6%. Agli inizi degli anni Ottanta quasi il 90% delle terre era distribuito fra cooperative e aziende agricole di stato; a seguito della riforma agraria del 1991 il governo rumeno ha reso circa il 40% della superficie arabile ai proprietari originari o ai loro eredi. |
Nel 2006 l’agricoltura contribuiva per il 10,5% alla formazione del PIL, occupando il 32% della popolazione attiva. La Romania è tra i primi produttori europei di granturco e frumento; di grande rilevanza sono altresì le produzioni di avena, segale e riso. Molto importanti anche la coltivazione della patata e la frutticoltura, in particolare la coltura delle prugne, da cui si ricava la zuica, il liquore nazionale. Rinomata è la produzione di vini bianchi, praticata soprattutto sui bassi versanti esterni dei Carpazi. |
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