Espansione imperiale e modernizzazione dell'Asia
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Fotografie Asia |
L’espansionismo coloniale europeo assoggettò nel corso di due secoli l’intera Asia, con le poche eccezioni della Cina, del Giappone e della Corea, che per un lungo periodo di tempo impedirono l’ingerenza straniera mediante un rigido isolamento. Tuttavia, verso la fine del XVIII secolo le potenze europee iniziarono a premere sui confini del grande impero cinese, attratte dallo sconfinato mercato che questo costituiva per le merci prodotte in quantitativi sempre più elevati grazie allo sviluppo tecnologico portato dalla rivoluzione industriale. Inizialmente circoscritta al porto di Canton, la penetrazione delle potenze occidentali subì un’accelerazione in seguito alla sconfitta subita dalla Cina nella prima guerra dell’oppio, che determinò l’apertura di altri porti e l’istituzione di privilegi per il commercio britannico, in seguito estesi alle altre potenze. |
Il Giappone, che aveva mantenuto una rigida chiusura sotto i Tokugawa, il cui dominio era tuttavia entrato in crisi nel corso del XVIII secolo, nel 1853 fu costretto ad aprirsi a relazioni diplomatiche e commerciali dalla spedizione navale statunitense comandata da Matthew Calbraith Perry. La successiva restaurazione Meiji (1868) diede avvio a una rapida modernizzazione, largamente ispirata all’Occidente. |
Il colonialismo e l’imperialismo determinarono nuovi problemi per gli asiatici. Gli europei, arrivati in Oriente inizialmente con l’intento di commerciare, con l’aumentare della loro superiorità tecnica e militare andarono alla ricerca del dominio politico ed economico. Nello stabilire la supremazia i colonialisti europei adottarono un approccio graduale. Alle richieste di scambi commerciali seguivano domande volte a ottenere fortificazioni e territori per difendere i commerci nonché concessioni per lo sfruttamento delle risorse locali. Consiglieri governativi e militari offrivano poi ai governanti locali protezione, che con il passar del tempo si trasformava in dominio. A volte, come nel caso delle Indie Occidentali, si richiedeva un tributo, pagabile in merci. In paesi quali l’Iran e la Cina, le potenze rivali si divisero il territorio e le risorse secondo un politica chiamata delle “sfere d’influenza”. |
Il risultato finale, fatta eccezione per il Siam e il Giappone, fu l’annessione e il dominio diretto. |
I colonizzatori costruirono ferrovie, strade, canali e scuole, investirono in piantagioni, pozzi petroliferi e altre imprese collegate con l’economia mondiale. Gran parte dei profitti prodotti nelle colonie era però destinata all’estero. Eccetto che in Giappone e nel Siam, le deboli istituzioni asiatiche non riuscirono che in misura minima a contrastare le potenze occidentali, e non a sufficienza per scongiurarne il dominio. Con la seconda guerra mondiale, presso le élite educate in Occidente si diffusero il nazionalismo e il socialismo, e dovunque emersero movimenti per l’autogoverno e l’indipendenza; i governi |
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Restaurazione Meiji. Encarta |
coloniali risposero lentamente alle crescenti aspettative che traevano origine da questi movimenti. "Asia," Microsoft® Encarta |
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