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Storia del Vietnam : L’espansione territoriale e la dinastia Le
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Guidato dalla dinastia Ly e successivamente dalla dinastia Tran (1225-1400), il Dai Viet divenne un forte regno. Nel corso del XIII secolo, con l’avvento della dinastia Yuan in Cina, il Dai Viet fu attaccato dalle armate di Kublai Khan, che tentarono di annetterlo all’impero cinese. I vietnamiti resistettero strenuamente e, dopo violenti e ripetuti scontri, sconfissero gli invasori, costringendoli a ritirarsi oltre il confine. Negli anni immediatamente successivi alla restaurazione dell’indipendenza, il Dai Viet, il cui territorio era limitato al delta del fiume Rosso e alle colline adiacenti, si trovò più volte costretto a fronteggiare gli attacchi delle armate del regno Champa, uno stato situato lungo la costa centrale della penisola. Dopo alterne vicende le truppe vietnamite riuscirono a controllare i tentativi di invasione del nemico e nel corso del XV secolo occuparono Vijaya, la capitale del regno Champa. |
Per molti anni il Dai Viet proseguì nella sua conquista verso sud, avvicinandosi gradualmente ai territori del delta del Mekong. Alla fine del XVI secolo le armate vietnamite riuscirono a impossessarsi anche del regno khmer, che pur essendo stato un tempo il più potente della regione, non fu in grado di resistere all’invasione vietnamita. Alla fine del XVII secolo il Vietnam aveva occupato la zona meridionale del delta del Mekong e iniziava ad avanzare verso ovest, dopo aver stabilito un protettorato sul regno khmer. Nel corso dell’avanzata verso sud, il Dai Viet subì ripetuti attacchi alle frontiere settentrionali e nel 1407 fu nuovamente invaso dalle truppe cinesi e sottoposto per vent’anni al dominio della dinastia Ming. Nel 1428 le forze vietnamite, guidate da Le Loi, riuscirono a sconfiggere definitivamente i cinesi e a ripristinare l’indipendenza del paese. Le Loi salì al trono come primo imperatore della dinastia Le, che governò il Dai Viet per quasi due secoli. Il suo declino venne determinato, durante il XVI secolo, dalle rivalità tra i due clan di corte: Trinh e Nguyen. |
Intorno al 1620 il Dai Viet fu diviso in due diverse zone di influenza: il Nord dominato dai Trinh; il Sud, con capitale Hué, dominato dai Nguyen. I contrasti tra Nord e Sud si inasprirono con l’arrivo degli europei, giunti nel Sud-Est asiatico per sfruttarne le risorse e per diffondervi la dottrina cristiana, dopo che i marinai portoghesi avevano raggiunto il territorio vietnamita nel 1516 e vi avevano stabilito importanti stazioni commerciali. Alla fine del XVII secolo i vietnamiti si ribellarono all’invasione europea e intrapresero una politica isolazionista simile a quella già messa in atto dalla Cina e dal Giappone. I Trinh di Hanoi e i Nguyen di Hué, tra loro rivali, continuarono a governare il Vietnam; la dinastia Le era ormai priva di potere e di considerazione. Alla fine del XVIII secolo la dinastia Le era vicina al collasso e il paese quasi totalmente in mano a feudatari che possedevano vaste estensioni territoriali. |
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Nel 1777 i contadini, sottoposti a dure vessazioni, si ribellarono e guidati dai fratelli Tay Son massacrarono i Nguyen. Dopo aver spodestato i Trinh ed essere riusciti a resistere al tentativo di invasione degli eserciti della dinastia Manciù della Cina, i vietnamiti riunificarono il territorio nel 1789, fondando un unico regno governato da uno dei fratelli Tay Son, Hué, che prese il nome di Quang Trung. Alla sua morte, avvenuta poco tempo dopo, Nguyen Anh, l’unico sopravvissuto dei Nguyen del Sud, con l’aiuto dei francesi riprese il sopravvento e nel 1802 si autoproclamò imperatore con il nome di Gia Long. Nel 1804 il paese venne ribattezzato con il suo attuale nome: Vietnam. "Vietnam" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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