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Storia dell'Asia : l'espansionismo indiano
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Anche l’India settentrionale venne conquistata dai persiani, invasa da Alessandro Magno e dominata da sovrani ellenici e dai popoli invasori provenienti dall’Asia centrale. All’intensificarsi dei contatti tra le varie culture, gli elementi della civiltà indiana si diffusero ampiamente. Sia l’induismo sia il buddhismo influenzarono i filosofi greci.

 

Gli indiani, d’altra parte, furono molto sensibili agli influssi stranieri, come appare chiaramente dalle statue del Buddha del Gandhara, in stile ellenizzante, risalenti al periodo kushan. Dopo la conquista dell’India settentrionale, nel I secolo d.C., i kushan si indianizzarono, si convertirono al buddhismo e ne favorirono la diffusione nelle città-stato dell’Asia centrale e in Cina.

Benché l’India settentrionale sia stata dominata dagli stranieri per lunghi periodi, due dinastie locali acquisirono il rango imperiale: la dinastia Maurya (322-185 a.C.), il cui sovrano più importante, Aśoka, inviò dei missionari buddhisti nelle regioni dell’India e dell’Asia, e la dinastia Gupta (320-535 d.C.), sotto la quale l’arte, l’architettura e la civiltà indiane raggiunsero il massimo sviluppo.

L’India centrale e meridionale furono dominate da piccoli regni autonomi. I popoli tamil del sud furono i primi colonizzatori del sud-est asiatico nei primi secoli dell’era cristiana. Da queste colonie sorsero i regni indianizzati di Champa (regione centrale del Vietnam attuale) e di Funan (l’odierna Cambogia), oltre a stati minori in Thailandia, Birmania, Malesia e nelle isole indonesiane.

"Asia," Microsoft® Encarta

Grandi imperi, I-V secolo d.C.
Grandi imperi, I-V secolo d.C.. Encarta
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