Fauna e flora del Portogallo
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Fotografie Italia |
Tenendo conto dei vari e profondi interventi dell’uomo sull’ambiente e delle trasformazioni che essi hanno determinato sulla flora e sulla fauna, si possono individuare in Italia quattro principali ambienti naturali: l’ambiente alpino, l’ambiente padano-veneto, l’ambiente appenninico e l’ambiente mediterraneo. Nell’area alpina la vegetazione prevalente è costituita da latifoglie (in particolare da boschi di castagni, faggi, querce, betulle, noccioli), fino a 1.000 metri di altitudine; foreste di conifere, cioè pini, abeti e larici, occupano la fascia compresa tra i 1.000 e i 2.000 metri di quota. Al di sopra di questa fascia si stendono gli arbusteti (con mughi striscianti, rododendri, ginepri, ecc.) e le praterie, ricche di fiori alpini, quali genziane e stelle alpine. Il più elevato piano vegetale corrisponde all’area dei muschi e licheni; generalmente, oltre i 3.000 metri di quota iniziano le nevi perenni. |
Fauna e flora Italia |
La fauna comprende cervi, daini, stambecchi, caprioli, camosci, marmotte, martore, ricci, ermellini, donnole; nelle Alpi orientali sono presenti gli orsi bruni. Sono inoltre presenti numerosi uccelli: aquile reali, falchi, poiane, galli cedroni, gufi reali. |
Il Parco nazionale del Gran Paradiso (ripartito tra il Piemonte e la Val d’Aosta), quello dello Stelvio (condiviso tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige), quello della Val Grande (Piemonte) e delle Dolomiti Bellunesi tutelano in parte l’ambiente alpino. IlParco nazionale dello Stelvio ospita, oltre a quelle già citate, numerose specie di uccelli, come il gracchio corallino, il corvo imperiale, la cornacchia (vedi Corvidi), il picchio, lo sparviere e il gipeto, che è il simbolo del parco. L’ambiente padano-veneto è caratterizzato da paesaggi che sono stati modificati con perizia dall’uomo: in passato le colture venivano intervallate da siepi e filari alberati che ospitavano uccelli, rettili, insetti. I rapporti tra gli animali che vivevano nelle siepi e le aree agricole circostanti erano molteplici. Il gheppio e il gufo comune, ad esempio, nidificavano nelle siepi con alberi. |
Il paesaggio padano ospitava ecosistemi legati all’uso agricolo del suolo (agroecosistemi), ricchi e diversificati sia dal punto di vista paesaggistico che da quello ecologico per la presenza di alberi e siepi. Gli ultimi orientamenti europei prevedono incentivi economici per la reintroduzione delle siepi, utili per la protezione dal vento, dall’erosione e quale ambiente di vita per piante ed animali. Per quanto riguarda l’ambiente naturale appenninico, la vegetazione, stratificata a seconda dell’altezza, è costituita da querce, castagni, faggi, betulle, ginepri; nelle fasce più alte crescono pini montani e persino specie alpine. Sul massiccio del Pollino e alle quote più elevate dell’Appennino meridionale, in Basilicata e in Calabria, si trova una conifera locale, il maestoso pino loricato. Emblema del Parco nazionale d’Abruzzo è l’orso marsicano (la Marsica è una subregione dell’Abruzzo occidentale, circostante la conca del Fucino); nel parco si trovano caprioli, daini, cinghiali, lupi, volpi, gatti selvatici, martore, scoiattoli, tassi ecc. e, tra gli uccelli, vari rapaci. È area di protezione faunistica (ospita tra l’altro il raro lupo appenninico, il cinghiale, il gatto selvatico, la lontra) anche il Parco nazionale della Calabria, istituito inizialmente per salvaguardare i boschi della Sila, che sono tra i più estesi degli Appennini. Le caratteristiche dell’ambiente mediterraneo, proprio della fascia litoranea della penisola, si evidenziano soprattutto nella macchia, diffusa su gran parte delle coste italiane, |
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Pesci dell'Italia. E. Buchot |
che rappresenta la formazione degradata di antiche foreste. Comprende associazioni sia di alberi sia di alti arbusti (macchia alta) o di bassi cespuglieti (macchia bassa); include querce da sughero, lecci, frassini, pini (domestici e marittimi), olivastri, carrubi (nel Sud), cipressi (in Toscana), roveri, ginepri, lentischi, corbezzoli, ginestre, timi, rosmarini, allori, lavande (in Liguria) ecc. |
Alcune zone anfibie litoranee sopravvissute, naturale rifugio di fenicotteri e altri uccelli acquatici, sono protette; si ricordano, ad esempio, l’oasi faunistica della laguna di Orbetello (in Toscana), ma soprattutto il Parco nazionale del Circeo, nel Lazio, nato con decreto del 1934, su una estensione attuale di circa 8.484 ettari, a tutela di un grande sistema di zone umide e foreste di pianura (le paludi pontine, vedi Agro Pontino), zone praticamente disabitate e rifugio di una fauna e flora ricca e rara. Quanto all’ambiente delle grandi isole, è di preminente interesse quello della Sardegna. La sua storia geologica particolare e il lunghissimo isolamento vi hanno infatti determinato caratteristiche peculiari. Riguardo alla flora, si segnalano la ricchezza di specie e l’estensione della macchia mediterranea; tra la fauna, sono rappresentativi della Sardegna il muflone, la foca monaca (vedi Pinnipedi) e la passera sarda; mancano completamente esemplari di vipere, tassi, lupi, orsi, mentre altri animali (tra cui le volpi e i daini) hanno caratteristiche diverse dalla specie continentale. "Italia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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