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Il governo dell'Iran
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Dal 1925 governato dalla dinastia Pahlavi, l’Iran è diventato una repubblica islamica in seguito alla rivoluzione del 1979. In base alla Costituzione introdotta in quello stesso anno, lo stato è subordinato al clero sciita, al cui vertice vi è una guida spirituale (wali-e faghih); eletta, e assistita nei suoi doveri, da un consesso di 86 teologi, il Consiglio degli esperti, la guida spirituale dispone di un grande potere e rimane in carica per otto anni.

Oltre al Consiglio degli esperti, il sistema istituzionale iraniano prevede altri due consigli che partecipano, condizionandolo, al processo legislativo. Il Consiglio dei guardiani della rivoluzione, di 12 membri (di cui 6 nominati dalla guida spirituale e 6 dal presidente della Corte suprema), ha un’importante funzione, poiché giudica l’operato del Parlamento potendone approvare o rigettare le decisioni; il consiglio ha peraltro il potere di accogliere o respingere le candidature alla presidenza e al Parlamento. Il Consiglio del discernimento dell’interesse superiore, di 35 membri, fu introdotto nel 1988; organo consultivo della guida spirituale, ha anche il compito di appianare eventuali conflitti sorti tra il Parlamento e il Consiglio dei guardiani.

Dopo la guida spirituale, il presidente riveste la carica istituzionale più importante del paese, ma, al pari del Parlamento, è soggetto alla supervisione del clero sciita. Eletto a suffragio universale per quattro anni, è rieleggibile una sola volta; nomina un gabinetto di 21 ministri ed è anche capo del governo.

Il sistema legislativo è basato sull’Assemblea consultiva islamica (Majlis-ye-Shura-ye-Eslami), composta da 290 membri (di cui cinque rappresentano le minoranze religiose) eletti a suffragio universale per quattro anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 15 anni di età.

Il sistema giudiziario iraniano, basato sulla legge islamica (vedi Islam: la shariah e i riti), prevede una Corte suprema, il cui presidente è nominato dal clero. È in vigore la pena di morte e sono previste pene corporali per numerosi reati.

L’Iran è diviso in 28 province, a loro volta suddivise in distretti; questi ultimi sono divisi in villaggi e municipalità. I governatori provinciali e distrettuali sono nominati dal governo centrale; villaggi e municipalità eleggono i propri sindaci.

Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 21 anni di età. Le forze armate contano 420.000 effettivi (2004).

L’Iran è passato dal regime autoritario dello scià a quello altrettanto autoritario imposto dalla componente più radicale del clero sciita dopo la rivoluzione del 1979. Negli anni Novanta si è avviato nel paese un processo di liberalizzazione politica, che in seguito è stato frenato dalle componenti più intransigenti dell’establishment

Mahmoud Ahmadinejad
Mahmoud Ahmadinejad
islamico. Formalmente, sebbene nel rispetto di rigide prescrizioni, la Costituzione iraniana prevede la libertà politica; nei fatti questa è fortemente limitata, soprattutto per il controllo esercitato dal Consiglio dei guardiani sulla vita politica del paese, cui spetta peraltro l’approvazione dei candidati, sia alla presidenza sia al Parlamento. "Iran," Microsoft® Encarta
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