Fotografie
L’impero tedesco 1861
Fotografie Germania

Nel 1861, salendo al trono di Prussia, Guglielmo I era più che mai determinato a fare in modo che né l’Austria né un rinnovato espansionismo francese dovessero ostacolare le ambizioni prussiane; con il suo cancelliere Otto von Bismarck perseguì l’obiettivo di rendere la Prussia inattaccabile e l’unificazione tedesca venne così considerata un importante passaggio nella realizzazione di questo progetto.

La Realpolitik di Bismarck combinò astutamente diplomazia e militarismo per eliminare l’influenza austriaca e approdare a una unificazione tedesca nei termini desiderati dalla Prussia. Come azione preliminare si assicurò la neutralità di Russia, Italia e Francia con trattati di amicizia. Il primo passo fu poi invitare l’Austria nel 1864 a partecipare all’invasione dei ducati danesi dello Schleswig-Holstein; le forze austro-prussiane ebbero facilmente il sopravvento sugli avversari, ma i due governi si divisero subito dopo sul problema del controllo dei ducati acquisiti.

 

Cogliendo questo pretesto (in effetti ricercato ad arte), Bismarck dichiarò guerra all’Austria; le armate del generale Helmuth von Moltke sconfissero in breve tempo gli austriaci che a Sadowa, nel 1866, andarono incontro alla disfatta. Con la pace di Praga, l’Austria dovette cedere Venezia all’Italia (alleatasi in precedenza con Berlino), mentre la Prussia si annetté Schleswig-Holstein e Hannover, dando vita a una Confederazione della Germania del Nord (1867) che escludeva l’Austria.

A questo punto Bismarck realizzò la terza fase del suo ambizioso progetto, muovendo guerra alla Francia dell’imperatore Napoleone III nel 1870 (vedi Guerra franco-prussiana). Gli stati della Germania meridionale unirono le proprie forze a quelle prussiane e, sconfitti i francesi nella battaglia di Sedan, dopo un lungo assedio presero Parigi (1871). Poco dopo, a Versailles, Guglielmo I assumeva il nuovo titolo di imperatore del Secondo Reich tedesco.

Raggiunto l’obiettivo di creare uno stato nazionale tedesco unitario e vasto, Bismarck iniziò a lavorare per la pace, costruendo un sistema di alleanze tese a proteggere la Germania da eventuali aggressioni. Massima espressione della sua azione diplomatica fu la convocazione del congresso di Berlino (1878), voluto per stabilizzare l’inquieta regione dei Balcani.

Sul piano interno il “cancelliere di ferro” incoraggiò la rivoluzione industriale, sviluppatasi rapidamente dopo il 1850 grazie all’applicazione delle più avanzate tecnologie per l’estrazione di ferro e carbone, che permisero il pieno sfruttamento dei ricchi giacimenti della Ruhr e della Saar; la popolazione aumentò di un terzo, sorsero nuove fabbriche, i consumi privati e le forti commesse statali in infrastrutture e armamenti favorirono notevolmente l’economia. L’impero non era certo concepito secondo criteri democratici; il cancelliere era responsabile solo di fronte all’imperatore, unica effettiva autorità dello stato che Bismarck intese preservare, scoraggiando l’attività dei partiti politici e scatenando una vera e propria crociata contro la Chiesa cattolica dopo il 1870 (Kulturkampf), cui fece seguire un’ugualmente dura campagna repressiva contro il movimento socialista. Per prevenire le rivendicazioni dei lavoratori egli introdusse nel contempo misure molto avanzate sul piano della previdenza sociale per gli infortuni e le malattie, nonché delle pensioni di anzianità.
La spinta coloniale
Secondo Reich
Secondo Reich. Encarta

La realizzazione del Secondo Reich necessitava però del pieno sostegno della grande borghesia imprenditoriale tedesca e fu proprio per conquistarsi il favore della classe mercantile che Bismarck acconsentì all’acquisizione di colonie tedesche in Africa e nel Pacifico. Alle motivazioni interne si sommava la non meno importante istanza di politica estera: la spinta espansionistica diventava essenziale per contrastare gli interessi inglesi e francesi nei paesi d’oltremare. Di qui la necessità di avere il controllo della navigazione oceanica e l’influenza su aree strategiche, quali il Medio Oriente, il Nord Africa e la penisola anatolica, punto di raccordo tra le metropoli europee e le loro dipendenze coloniali in Asia e Africa orientale.

La nuova spinta imperialistica, che interessava tutte le grandi potenze europee, aveva ora nell’Africa il principale obiettivo.

Otto von Bismarck
Otto von Bismarck. Encarta
Esclusa dalle esplorazioni dei secoli precedenti, l’Africa si presentava alla fine del XIX secolo come un immenso continente ancora da esplorare e sfruttare (soprattutto dopo l’apertura del canale di Suez nel 1869) e divenne il principale terreno di confronto e di scontro tra gli stati europei. Fu proprio Bismarck a convocare nel 1885 una conferenza a Berlino per stabilire le modalità della cosiddetta “spartizione dell’Africa”. L’azione colonizzatrice tedesca si indirizzò quindi verso le regioni centro-meridionali del continente, dove la Germania giunse a controllare vasti territori (Tanganica, Camerun e Africa del Sud-Ovest, corrispondente all’attuale Namibia) con il proposito, non realizzato, di interrompere il lungo corridoio inglese che andava dal Cairo a Città del Capo. L’azione politica di Bismarck si interruppe bruscamente con la salita al trono, nel 1890, del nuovo imperatore Guglielmo II, deciso a prendere egli stesso in mano le redini del governo. "Germania," Microsoft® Encarta
Ricerca personalizzata