Industria dell'Ucraina
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Il sottosuolo dell’Ucraina è ricchissimo di minerali, che rappresentano un enorme potenziale per l’industria. Nelle regioni sudorientali, accanto ai depositi di carbone e antracite del bacino del Donbass, si trovano vasti depositi di minerali ferrosi, mentre nella regione di Mykolayiv sono concentrate le più ricche riserve mondiali di manganese. Sono inoltre presenti discrete quantità di titanio, bauxite, mercurio e salgemma. Per quanto riguarda il petrolio e il gas naturale, le riserve sono invece quasi del tutto esaurite; il paese, che disponeva di oltre un terzo dei depositi di gas naturale dell’URSS, è attualmente costretto a importare dalla Russia gran parte degli idrocarburi necessari al proprio fabbisogno energetico, nonostante la presenza di ingenti quantitativi di carbone e lo sfruttamento dell’energia nucleare – sono attivi 15 reattori (2006). |
Il settore secondario concorre nella misura del 34,6% (2006) alla composizione del PIL e impiega il 24% della forza lavoro. L’apparato industriale ucraino, che si concentra perlopiù nel bacino del Donbass, non lontano dai depositi di minerali, aveva un’incidenza determinante sull’industria sovietica (ad esempio, garantiva un terzo della produzione complessiva di acciaio); alla fine degli anni Novanta, nonostante le inefficienze dei vecchi impianti industriali, ancora troppo dipendenti dai sussidi statali, si assisteva comunque a un’espansione verso nuovi settori. Tra le industrie più importanti vi sono quelle siderurgiche, metallurgiche, meccaniche, chimiche, elettrotecniche, tessili, alimentari, del legno, della carta e del cemento; di rilievo sono inoltre i cantieri navali, presenti nell’area di Odessa, la raffinazione del petrolio e la produzione di fibre artificiali e sintetiche. |
Nel 2002 il valore complessivo delle esportazioni fu di 17.927 milioni di dollari USA, mentre il valore delle importazioni fu di 16.976 milioni di dollari. Agli stati appartenenti all’ex Unione Sovietica, tradizionali partner commerciali dell’Ucraina, si sono recentemente aggiunti i paesi dell’Unione Europea, in particolare la Germania. Tra i principali beni destinati al mercato straniero vi sono macchinari, minerali ferrosi, generi alimentari, prodotti chimici, petrolchimici e tessili, mentre le importazioni riguardano macchinari, prodotti chimici, tessili, alimentari, ma soprattutto metalli e idrocarburi. Il settore terziario, attivo nei settori commerciale e dei trasporti, contribuisce per il 56,7% (2006) al PIL. L’unità monetaria è la hryvna, che sostituisce il karbovanet, valuta di transizione introdotta nel novembre del 1992, al posto del rublo russo. Sin dalla sua introduzione il karbovanet era stato soggetto a fenomeni iperinflattivi legati alla crisi economica nazionale. |
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Citta di Kiev. Encarta |
Il sistema ferroviario del paese, che si estende per 22.001 km, di cui un quarto elettrificato, viene utilizzato in larga misura per il trasporto dei minerali. Discreta è la rete stradale (169.447 km), mentre assai rilevante è il traffico marittimo, che si svolge principalmente nei porti di Odessa, Kerč e Mariupol affacciati sul Mar Nero e il mar d’Azov. Degne di nota sono inoltre le comunicazioni fluviali lungo il Danubio, il Bug e il Dnepr. Il principale aeroporto internazionale si trova a Kiev. "Ucraina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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