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Storia dell'Iran : la dinastia Qajar e l’intervento europeo
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Nel 1724 la Russia e la Turchia si spartirono le regioni iraniane caucasiche. Nelle altre regioni si affermò invece il potere di un esercito che si raccolse attorno alla figura di un capo militare turcomanno, asceso al trono nel 1736 col nome di Nadir Shah. Negli anni seguenti questi respinse i turchi, accrescendo i suoi possedimenti anche verso est e impadronendosi di gran parte dell’Afghanistan. Tuttavia, alla sua morte (1747) il regno non resse e si frammentò in innumerevoli potentati. Tra questi si impose quello creato a Teheran nel 1786 da Aga Muhammad Khan, che dieci anni dopo, nel 1796, si autoproclamò scià di tutto l’Iran, fondando la dinastia Qajar. La sua morte, avvenuta nel 1797, aprì una nuova epoca di instabilità, di cui approfittarono le potenze straniere. |
Nell’arco di pochi anni, la Gran Bretagna impose il suo controllo sul commercio e sulle finanze del paese. Nel 1828 la Russia assoggettò le province caucasiche, mentre nel 1848 l’impero ottomano si impadronì della regione dello Shatt al-Arab. Nel 1856-57 i britannici costrinsero gli iraniani ad abbandonare l’Afghanistan e a riconoscerne l’indipendenza. Nel corso degli anni Ottanta i russi estesero la loro influenza sulle regioni settentrionali, mentre la Gran Bretagna stabilì il suo controllo sul golfo Persico. Nel 1900, in cambio di aiuti finanziari, la Russia assunse la gestione delle dogane iraniane. Un anno dopo i britannici ottennero una concessione della durata di sessant’anni per lo sfruttamento del petrolio. |
La corsa tra le due potenze si arrestò solo con la firma della Triplice Intesa, nel 1907, quando vennero stabiliti i confini dell’Iran e le rispettive zone d’influenza: alla Russia andò il nord del paese, alla Gran Bretagna le regioni meridionali, mentre il centro rimase una zona neutra. "Iran," Microsoft® Encarta |
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