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Le istituzioni politiche del Messico
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Colonia spagnola dal XVI secolo, il Messico ottenne l’indipendenza nel 1821. In base alla Costituzione del 1917, il Messico è una repubblica federale di tipo presidenziale.

Il presidente, eletto a suffragio universale con un mandato di sei anni, nomina un Consiglio di ministri previa approvazione del Senato. Il presidente è anche capo del governo e non è rieleggibile.

Il sistema legislativo è basato sul Congresso (Congreso de la Unión), composto da due camere. La Camera dei deputati (Cámara de diputados) ha 500 membri eletti a suffragio universale per tre anni; il Senato (Cámara de senadores) riunisce 128 membri eletti a suffragio universale per sei anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età.

Potere giudiziario e difesa

Il sistema giudiziario prevede a livello federale una Corte suprema (Corte Suprema de justicia), i cui giudici sono nominati dal presidente con l’approvazione del Senato; a livello statale operano tribunali di circoscrizione (Tribunales de circuito) e tribunali distrettuali (Juzgados de distrito). Non è prevista la pena di morte, dal 2005 nemmeno per i reati commessi in tempo di guerra.

Il Messico comprende trentuno stati e un distretto federale, dotati ciascuno di un governatore e di un’assemblea legislativa.

Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 18 anni di età. Le forze armate contano 192.770 effettivi (2004).

Divisioni amministrative e città principali
La vita politica messicana è stata monopolizzata per 71 anni da un “partito-stato”, il Partito rivoluzionario istituzionale (Partido revolucionario institucional, PRI) nato nel 1929 nella temperie postrivoluzionaria. Entrato in crisi verso la fine degli anni Ottanta, il PRI ha perso rapidamente consensi e nel 2000, per la prima volta nella sua lunga esistenza, è stato battuto nelle elezioni presidenziali dal Partito di azione nazionale (Partido de acción nacional, PAN; conservatori). Una terza importante formazione politica è costituita dal Partito della rivoluzione democratica (Partido de la revolución democrática, PRD; di tendenza socialdemocratica), affermatasi soprattutto nel distretto di Città di Messico.
il presidente messicano Felipe Calderon
Il presidente messicano. Encarta
Nel paese operano altri partiti minori e anche alcune formazioni guerrigliere, tra le quali l’Ejercito zapatista de liberación nacional (Esercito zapatista di liberazione nazionale, poi ribattezzato Fronte zapatista), con base nello stato del Chiapas, che ha svolto negli ultimi anni un importante ruolo politico in difesa dei diritti degli indios. "Messico" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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