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Arte bizantina: mosaico ed architettura religiosa in 500
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Sarebbe più opportuno classificare l'arte orientale del V secolo come tardoantica, nonostante essa venga comunemente considerata 'protobizantina': si colloca infatti nella fase di passaggio da uno stile classico a uno autenticamente bizantino, poco dopo il 500, quando i ritratti dei consoli imperiali sui dittici in avorio assunsero il carattere ieratico e spersonalizzato delle icone. Il periodo più importante di quest'arte coincise con il regno dell'imperatore Giustiniano (527-565), importante legislatore e patrono delle arti.

 

Mosaico bizantino
La fioritura dell'età giustinianea si riflette nella varietà degli stili del mosaico, che vanno dall'austera grandezza della Trasfigurazione di Cristo (540 ca.) nell'abside della chiesa monastica di Santa Caterina sul monte Sinai, alla processione dei martiri in Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna (metà del VI secolo), che richiama le infinite sequenze di figure in marcia dell'arte orientale antica.

La più notevole ed estesa decorazione a mosaico dell'epoca è quella portata a termine nel 547 nella chiesa ravennate di San Vitale, i cui differenti modi esecutivi non esprimono solo precise scelte stilistiche, ma una perfetta aderenza al soggetto. Le scene dell'Antico Testamento, nel coro, sono trattate narrativamente: le azioni si svolgono tra rocce e fiori, su uno sfondo di nubi rosate, che ricordano i paesaggi della pittura pompeiana.

Sulle mura dell'abside si incontrano, accompagnati dai membri della corte, Giustiniano e l'imperatrice Teodora, che indossano splendidi diademi e mantelli color porpora. Tutti i personaggi sono rappresentati in modo rigidamente frontale, con lo sguardo fisso caratteristico delle figure ultraterrene rappresentate sulle icone.

La matrice greca è invece evidente nel Cristo imberbe che, come un giovane Apollo, siede sul globo dell'universo nella lunetta dorata dell'abside: una versione occidentale del Salvatore in trono dei primi sarcofagi cristiani. Tutti e tre questi stili, narrativo, da icona e ispirato alla classicità, ritorneranno in ogni epoca dell'arte bizantina.
Architettura religiosa

Nel periodo iniziale, si distinguono i due tipi principali di chiesa già tipici della prima arte cristiana: quello a basilica, con la navata centrale chiusa da un colonnato, l'abside semicircolare e la copertura in legno e quello a pianta centrale, coperto da una cupola, che sarà quello più frequentemente adottato.

Santa Sofia, o chiesa della Santa Sapienza, a Costantinopoli, costruita in soli cinque anni da Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto e consacrata nel 537, è un superbo esempio del tipo a pianta centrale con cupola. L'esterno è un complesso monumentale cubico disadorno, mentre l'interno, come in tutte le chiese bizantine, è splendidamente decorato. L'ampia cupola, alta circa 56 m, si innalza sopra il tamburo fenestrato e luminosissimo, che poggia su quattro pennacchi angolari. La volta sembra sospesa a mezz'aria, poiché i quattro enormi pilastri che ne reggono la mole sono visibili solo all'esterno: effetto enfatizzato dallo splendore dei mosaici e delle lastre di marmo policromo che ricoprono all'interno le pareti e le volte degli archi. Il passaggio da una base quadrata a una cupola circolare, realizzato tramite raccordi curvilinei, fu una delle grandi innovazioni dell'architettura bizantina. "Arte bizantina," Encarta

Cattedra di Massimiano, Ravenna
Cattedra di Massimiano, Ravenna. Encarta
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