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Papato : Riforma, controriforma e modernita
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Sul finire del XIII secolo l’autorità del pontefice nelle questioni temporali fu contestata dal re Filippo IV di Francia, che decise di tassare il clero francese, scontrandosi con Bonifacio VIII. Dopo la morte di quest’ultimo, Filippo riuscì a far eleggere papa uno dei suoi sostenitori, Clemente V, che trasferì la sede papale ad Avignone (1309-1377), dove i pontefici agirono sotto l’influsso della Corona francese.

La crisi del papato si aggravò ulteriormente con il Grande Scisma, nel corso del quale due o tre papi rivendicavano contemporaneamente la legittimità del proprio pontificato, con grande scandalo della cristianità. Il Grande Scisma terminò con il Concilio di Costanza, ma per circa un secolo il papato dovette fronteggiare attacchi alla sua autorità suscitati da teorie radicalmente conciliariste, come quella che emerse al Concilio di Basilea.

 

All’inizio del XVI secolo l’autorità del papa fu contestata da Martin Lutero, che avviò la Riforma protestante criticando il commercio delle indulgenze. Questa denuncia traeva giustificazione non tanto dall’attaccamento ai beni terreni e dalla corruzione che contrassegnavano il papato, quanto dal rifiuto di questo di accettare la dottrina della giustificazione in virtù della sola fede, indipendentemente dalle opere. Nel 1534 il re Enrico VIII di Inghilterra si fece proclamare dal Parlamento capo della Chiesa di Inghilterra, soppiantando l’autorità pontificia.

La risposta dei cattolici romani alla Riforma luterana fu la Controriforma, che si tradusse innanzitutto in una serie di provvedimenti moralizzatori adottati da Paolo III.

Il Concilio di Trento non mise in discussione il ruolo del papato nella Chiesa: enunciando le nuove norme dottrinarie, di fatto ne rafforzò la posizione ai vertici della Chiesa; si aggravava contemporaneamente lo scisma già in atto con l’Oriente.

Mancando una chiara formulazione dei rapporti tra il papato, gli episcopati e i governi nazionali, nei secoli XVII e XVIII apparvero movimenti e tendenze dottrinali come il gallicanesimo, il febronianesimo e il giuseppinismo che rivendicavano un certo grado di indipendenza dell’episcopato o dei monarchi nei confronti del papato nell’amministrazione delle Chiese nazionali. Tuttavia, sotto Pio IX il Concilio Vaticano I ribadì la supremazia della giurisdizione papale e proclamò l’infallibilità del papa in materia di dottrina.

Nuovi problemi sorsero per il papato sul fronte politico a partire dalla Rivoluzione francese e per tutto il periodo del Risorgimento, che sfociò nell’unificazione italiana: dopo la presa di Roma (1870) la città entrò a far parte dello stato italiano; Pio IX si considerò prigioniero entro i confini del Vaticano. La “Questione romana” fu risolta solo nel 1929 con i Patti lateranensi, in base ai quali il Vaticano divenne stato sovrano.

"Papato," Microsoft® Encarta

Raffaello: Papa Leone X
Raffaello: Papa Leone X. Encarta
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