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Architettura e pittura giapponese dell'epoca Edo
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Lo shogunato Tokugawa dell’epoca Edo acquisì il controllo incontrastato del governo nel 1603, quando Tokugawa Ieyasu, il fondatore della dinastia, ricevette il titolo di shogun dall’imperatore, impegnandosi a ristabilire la pace e la stabilità politica ed economica. Lo shogunato sopravvisse fino al 1868, quando fu costretto a capitolare davanti alla pressione delle potenze occidentali.

Il periodo finale dell’epoca Edo fu segnato dalla politica repressiva e di chiusura dello shogunato nei confronti delle novità provenienti dall’estero, che potevano incrinare e corrompere la purezza della tradizione nazionale. Oltre a chiudere le frontiere agli stranieri, gli shogun imposero severi codici di comportamento che regolavano tutti gli aspetti della vita quotidiana, dall’abbigliamento alla scelta del coniuge alle attività permesse o proibite.

 

Ne fecero le spese anche gli artisti, che videro ridursi le possibilità di ispirazioni e di aggiornamento.

All’inizio dell’epoca Edo la chiusura culturale dei Tokugawa non aveva ancora condizionato lo sviluppo delle arti; a quel periodo risalgono infatti due delle migliori espressioni dello stile architettonico e pittorico giapponese, vale a dire i padiglioni della villa imperiale di Katsura presso Kyoto e i dipinti di Tawaraya Sotatsu (1576-1643), uno dei primi esponenti della scuola Rimpa.

Nella villa imperiale di Katsura sono riuniti elementi classici dell’architettura giapponese e interpretazioni innovative della tradizione passata. L’intero complesso è inoltre circondato da uno splendido giardino con lunghi viali.

Sotatsu ideò uno stile decorativo, contraddistinto dalla ricchezza del colore e dagli eleganti motivi floreali su fondo dorato, che tanta influenza ebbe anche sulle ceramiche contemporanee.

Una delle sue opere più celebri è la coppia di paraventi che illustra il Genji monogatari di Murasaki Shikibu. Un secolo più tardi Korin rielaborò lo stile di Sotatsu in una versione originale: tra i dipinti più riusciti spiccano quelli su paravento che raffigurano fiori di pruno, in eleganti accostamenti di bianco e rosso.
Xilografia

Il movimento artistico giapponese più conosciuto in Occidente è l’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”), che si espresse in dipinti e xilografie: soggetti prediletti furono gli ambienti popolari del teatro kabuki e quelli equivoci dei bordelli.

Le stampe da matrice di legno in stile Ukiyo-e apparvero per la prima volta verso la fine del Seicento; solo nel 1764 fece la sua comparsa la prima raffigurazione a

Stampa Ukiyo-e
Stampa Ukiyo-e. Encarta
colori, attribuita a Harunobu. Gli xilografi della generazione successiva, tra cui si distinsero Kiyonaga Torii e Utamaro, si specializzarono in immagini di cortigiane di stile elegante e preciso.
La personalità della scuola Ukiyo-e che primeggiò nell’Ottocento fu Hokusai, che mise a frutto il suo grande talento in dipinti e stampe di vario soggetto. La sua opera intitolata L’onda è forse il dipinto più famoso di tutta l’arte giapponese. Altra grande personalità del tempo fu Hiroshige, noto per i bellissimii paesaggi. Lo stile pittorico e i tagli compositivi di Hokusai e Hiroshige furono, assieme alla tipica stesura piatta del colore e alla linearità del disegno di Kiyonaga e Utamaro, fonti di ispirazione molto importanti per molti artisti europei di fine Ottocento, come Edgar Degas, Vincent van Gogh, Paul Gauguin. Contemporaneamente all’Ukiyo-e fiorì la scuola Bunjingwa, che riprendeva con elegante manierismo i temi consueti della scuola cinese: suoi esponenti illustri furono Taiga Ike, Buson, Tanomura Chikuden e Yamamoto Baitsu. "Giappone," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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