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La pittura inglese al 19o secolo
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La prima metà del XIX secolo fu dominata, sia in letteratura sia in pittura, dallo spirito del romanticismo che concedeva nuova libertà all’immaginazione e conferiva un ruolo più drammatico alla natura nei suoi molteplici aspetti.

Legato a questo ideale fu lo svizzero Heinrich Füssli, che si trasferì a Londra ventiduenne e predilesse lo studio dell’antichità, compiendo anche viaggi in Italia. Le sue tematiche predilette attingono a Omero, ma anche a Dante e Shakespeare, alla ricerca della dimensione sublime ed eroica della condizione umana.

 

La figura più straordinaria del movimento romantico inglese fu però William Blake che illustrò i propri versi con immagini influenzate dall’arte medievale e rinascimentale, e in particolare dalle figure vigorose e potenti di Michelangelo.

Come Hogarth, anche Blake non era legato ad alcuna scuola o gruppo di artisti: ciò che resta sorprendente nella sua arte, in un’epoca in cui prevaleva la pittura di paesaggio, è il suo totale disprezzo per la realtà della natura e la sua fede nel potere creativo e immaginativo della mente umana.

All’opposto, la pittura di John Constable si basa su una diretta osservazione della natura. Come gli acquerellisti David Cox e Richard Parkes Bonington, Constable aveva una particolare capacità di catturare i più transitori effetti di luce e di atmosfera, nei suoi acquerelli e negli schizzi ancor più che nei paesaggi a olio. E se il naturalismo lirico e garbato di Constable rappresenta un aspetto del romanticismo, Joseph Mallord William Turner ne incarnò la vena sublime, pronta a cogliere gli aspetti selvaggi e terrifici della natura, in dipinti quale Tempesta di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi (1810-1812, Tate Gallery, Londra).

Sebbene avesse cominciato la sua carriera con acquerelli di carattere topografico, il suo linguaggio si trasformò presto e la forma concreta del paesaggio sulla tela andò sempre più dissolvendosi nell’aria e nella luce, nei cieli infiniti e nelle lontananze, fino a sfiorare forme astratte di colore.

L’arte dell’epoca vittoriana fu caratterizzata da una forte istanza libertaria e antiaccademica, interpretata dai pittori della confraternita preraffaellita, fondata a Londra nel 1848. Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais e Ford Madox Brown, traendo le loro tematiche da Shakespeare, dalle leggende arturiane e dalla Bibbia, le interpretarono con uno stile ispirato al primo Rinascimento, precedente l’opera di Raffaello, mirando così al recupero di uno stile puro e aderente alla natura.

Proprio l’esaltazione del significato religioso e morale di certa pittura italiana aveva fatto di John Ruskin, scrittore e critico d’arte, uno degli ispiratori e sostenitori del movimento e uno dei protagonisti delle vicende artistiche inglesi della seconda metà del secolo. Influenzata in principio dalla pittura preraffaellita è l’opera dell’incisore e disegnatore Aubrey Beardsley, che rivoluzionò la grafica ottocentesca con il suo segno incisivo e nervoso e con immagini che esprimevano uno humour nero e un erotismo talvolta esasperato, in consonanza con la produzione letteraria di Oscar Wilde, del quale illustrò la Salomè nel 1894.

Assai più complessa fu l’attività di William Morris, artista, designer, pensatore e fondatore del movimento Arts and Crafts (1888). Con il pittore Edward Burne-Jones e con l’illustratore Walter Crane sostenne il valore estetico e sociale del lavoro artigianale, in contrasto con l’industrializzazione che coinvolgeva la nazione in quei decenni.

Rossetti: Sogno a occhi aperti
Rossetti: Sogno a occhi aperti. Encarta
Importantissima fu la sua rivoluzionaria attività tipografica, così come i fondamenti teorici posti al problema dei rapporti tra arte e industria. Il suo pensiero e la sua attività furono fondamentali per lo sviluppo dell’Art Nouveau. "Arte britannica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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