La pittura spagnola al 20o secolo
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Fotografie Spagna |
Dopo Goya bisogna arrivare al XX secolo per incontrare pittori spagnoli degni di fama. Tra essi spicca il più famoso artista moderno: Pablo Picasso, creatore nel 1907, insieme al pittore francese Georges Braque, del cubismo. La maggior parte di queste personalità operò tuttavia al di fuori dei confini nazionali. Ad esempio il cubista Juan Gris fu attivo soprattutto a Parigi, come il surrealista Salvador Dalí, che nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti. Anche Picasso scelse di vivere gran parte della propria esistenza, dopo il periodo della formazione a Barcellona, in Francia, tra Parigi e la Costa Azzurra. Non pochi suoi quadri si ispirano alla Spagna (la corrida, ad esempio, fu uno dei suoi temi preferiti) e il suo dipinto forse più conosciuto, Guernica (1937, Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), fissa sulla tela uno degli episodi più atroci della guerra civile, il bombardamento della città di Guernica. |
Tra i pittori moderni rimasti in patria si distinse Joan Miró che, pur essendo molto affezionato alla capitale francese, non si staccò mai da Barcellona e dai suoi dintorni, per poi trasferirsi sull’isola di Maiorca. Di indole versatile, diede vita a uno stile particolare, frutto dell’incontro tra surrealismo e astrazione. Dopo la seconda guerra mondiale l’espressionismo astratto divenne una delle forze dominanti in molte nazioni e in Spagna trovò i suoi maggiori esponenti in Antoni Tàpies e Rafael Canogar. A questi artisti si può aggiungere Eduardo Arroyo, la cui pittura risente di una figurazione di ascendenza pop. Picasso occupa una posizione di rilievo anche nella scultura spagnola del Novecento. |
Accanto a lui merita di essere menzionato l’amico Julio González, uno dei primi artisti a sperimentare l’uso del ferro in ambito scultoreo. Come Picasso, González operò perlopiù in Francia, ma la sua creazione più interessante, Montserrat n. 1 (1937, Musée d’Art Moderne, Parigi), affronta un tema del tutto spagnolo. Montserrat è infatti il nome di un monte sacro della Spagna nordorientale sul quale nell’880 fu rinvenuta una statua in legno della Vergine con il Bambino, venerata per i suoi poteri miracolosi. L’opera di González raffigura una donna che stringe a sé un bimbo e simboleggia le sofferenze patite dagli spagnoli negli anni della guerra civile. A partire dalla seconda guerra mondiale si è affermato lo scultore Eduardo Chillida che, attraverso un utilizzo sapiente di materiali eterogenei e consumati dal tempo, giunge a interessanti effetti pittorici. |
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Dalí: La persistenza della memoria. Encarta |
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