La popolazione in America settentrionale: etnografia
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Fotografie America |
L’America settentrionale ebbe una popolazione numericamente limitata fino a tempi relativamente recenti. Con l’eccezione della zona che forma il cuore del Messico (gli altipiani e le valli intorno all’attuale Città di Messico) dove si aveva una buona concentrazione umana, le popolazioni native del Nord America vivevano praticando il nomadismo su vasti spazi e, nella parte più meridionale, si raccoglievano in piccoli villaggi esercitando un’agricoltura elementare. Si calcola che prima dell’occupazione europea nell’America del Nord vivessero complessivamente circa un milione di individui, che in seguito si ridussero fortemente a causa dei genocidi perpetrati dagli europei. |
Oggi gli amerindi costituiscono una modestissima percentuale della popolazione nordamericana – lo 0,9% (2000) –, soverchiati in breve tempo da una delle più gigantesche ondate migratorie della storia umana. Il popolamento e la colonizzazione dell’America settentrionale da parte degli europei hanno determinato un mutamento profondo della sua geografia antropica; gli europei decimarono e dispersero i popoli nativi, e i loro modelli di vita furono in gran parte alterati, la vita si organizzò intorno alle città e vennero promosse nuove attività economiche. Oggi la popolazione è perlopiù formata da individui di origine europea, ma vi sono anche cospicui gruppi di popolazioni di origine africana, ispanica e asiatica. |
L'etnografia |
Il 15% degli abitanti del Canada discende da antenati provenienti dalle isole britanniche, mentre il 6% è di origine francese e vive perlopiù nella provincia del Québec. Nel paese sono presenti in numero cospicuo discendenti di tedeschi, italiani, polacchi, ucraini, cinesi, olandesi e scandinavi; la percentuale di popolazione di origine asiatica è costantemente salito negli ultimi decenni, e oggi raggiunge l’8%. La popolazione degli Stati Uniti è più varia di quella canadese. Nel 1990 la popolazione d’origine europea, soprattutto britannica e irlandese, costituiva il gruppo più numeroso, con il 29% degli abitanti. |
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Navajo. Encarta |
I neri di origine africana costituivano il 12%, i tedeschi il 23% e gli ispanici il 9%. Nel paese vivono anche in gran numero discendenti di italiani, polacchi, francesi, russi, olandesi e scandinavi. Individui di origine asiatica – soprattutto giapponesi, cinesi, filippini, coreani, vietnamiti e indiani – formano approssimativamente il 2,9% della popolazione degli Stati Uniti, ma dagli anni Settanta del Novecento il numero degli asiatici è notevolmente aumentato per effetto di una continua immigrazione, così come è avvenuto per gli ispanici, perlopiù di origine mesoamericana. Gli americani nativi e gli inuit (esquimesi) sono 2.475.956 negli Stati Uniti e 554.290 in Canada. Si pensa che gli antenati degli indiani d’America siano migrati dall’Asia verso l’America settentrionale attraverso un istmo preistorico situato nell’attuale stretto di Bering, a quel tempo ghiacciato, in successive ondate iniziate 30.000 anni or sono, e che gli avi degli inuit siano venuti dall’Asia con l’ausilio di imbarcazioni intorno a 6.000 anni fa. Circa 30.000 inuit vivono in Groenlandia. Il 60% circa della popolazione messicana è formato da meticci, persone discendenti da americani nativi ed europei (perlopiù spagnoli). Grosso modo il 30% della popolazione è costituito da amerindi, mentre il 10% circa è di origine europea. "America settentrionale," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008 |
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