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La popolazione della California e la sua storia
Immagini Stati Uniti

Nel 2007 la California contava 36.553.215 abitanti, con una densità media di 90 abitanti per km² e un tasso di crescita del 13,8% nel decennio 1990–2000. La composizione etnica dello stato è molto varia: oltre al 59,5% di bianchi e al 6,7% di neri, la percentuale degli ispanici è significativamente cresciuta nel decennio 1990-2000, fino a raggiungere il 32,4%; minori, infine, la percentuale degli asiatici (10,9%) e degli amerindi (1%).

Il sostegno economico con il quale lo stato ha promosso lo sviluppo delle attività artistiche ha reso la California uno dei maggiori centri culturali degli Stati Uniti. Tra le istituzioni più importanti si citano il Museum of Contemporary Art a Los Angeles, il John Paul Getty Museum a Malibu e a Los Angeles, il San Francisco Museum of Modern Art, l’osservatorio planetario Griffith e l’osservatorio di Monte Palomar.

La California si regge sulla Costituzione adottata nel 1879. Il potere legislativo è esercitato da un Parlamento bicamerale con un Senato e un’assemblea di rappresentanti eletti direttamente dal popolo; i cittadini, tramite referendum, possono approvare o impedire l’attuazione di leggi. Capo dell’esecutivo è il governatore, eletto a suffragio universale per un massimo di due legislature consecutive, affiancato dal vicegovernatore, dal segretario di stato, dal procuratore generale, dal tesoriere, dal responsabile della pianificazione finanziaria, dal commissario alla previdenza e dal sovrintendente alla pubblica istruzione, anch’essi eletti per suffragio.

Storia della California

Prima dell’arrivo degli europei la regione era abitata da numerose popolazioni di amerindi insediate nelle praterie della California centrale e lungo le rive del fiume Colorado.
I primi tentativi di colonizzazione dell’area furono effettuati dallo spagnolo Hernán Cortés, ma il primo europeo a esplorare il territorio fu, nel 1542, Juan Rodríguez Cabrillo, su ordine del viceré della Nuova Spagna Antonio de Mendoza. I traffici spagnoli attrassero navigatori olandesi e inglesi, tra i quali Francis Drake, che raggiunse le coste settentrionali della California nel 1579, rivendicandola come Nova Albion. L’esploratore spagnolo Sebastián Vizcaíno percorse tutta la costa nel 1602 e nel 1603, ma fu solamente nel 1769 che ebbe inizio la colonizzazione della regione per iniziativa di un gruppo condotto da Gaspar de Portolá e Padre Junípero Serra.

Storia della California
Storia della California. Encarta

Successivamente alla fondazione di San Francisco, nel 1776, furono istituite numerose missioni francescane e gesuite allo scopo di convertire le popolazioni locali al cristianesimo. Gli spagnoli mantennero il controllo della regione, pur se in modo precario, fino al 1822.

Sotto il dominio del Messico divenuto indipendente, la California non tardò a ribellarsi: nel giugno del 1846 un gruppo di coloni americani prese possesso della città di Sonoma chiedendo l’intervento degli Stati Uniti; gli scontri che seguirono si conclusero nel 1848, quando il Messico fu costretto a cedere la California agli Stati Uniti con il trattato di Guadalupe Hidalgo. Nel gennaio dello stesso anno la scoperta di cospicui giacimenti auriferi diede inizio alla cosiddetta Febbre dell’Oro, che consentì un rapido sviluppo economico e favorì l’ingresso della California nell’Unione, il 9 settembre 1850. Nel corso della guerra di secessione (1861-1865), lo stato difese la causa nordista.
."California," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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