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I poteri politici della Corea del Sud
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Immagini Corea del Sud |
Sottoposta al dominio giapponese dal 1905, la Corea fu occupata dagli Stati Uniti nel 1945 e riconquistò l’indipendenza nel 1948, divisa però in due sfere di influenza (sovietica e statunitense) lungo la linea del 38° parallelo. L’armistizio di Panmunjom (1953) che pose fine alla guerra, riconfermò la divisione del paese. Governata a lungo dai militari, la Corea del Sud ha vissuto un processo di democratizzazione a partire dal 1980. |
In base alla Costituzione del 1987, la Corea del Sud è una repubblica democratica presidenziale. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente della repubblica, eletto a suffragio universale con un mandato quinquennale non immediatamente rinnovabile. Il presidente ha il compito di nominare il gabinetto di governo presieduto dal primo ministro ed è il comandante in capo delle Forze armate. Non possiede tuttavia la prerogativa di sciogliere il Parlamento o di sospendere la legalità costituzionale. Il potere legislativo è affidato a un’Assemblea nazionale (Kuk Hoe) unicamerale, i cui 299 membri (243 dei quali eletti su base regionale e 56 col sistema proporzionale) restano in carica per un periodo di quattro anni. |
Il sistema giudiziario è costituzionalmente indipendente dal governo; i giudici possono essere destituiti solo in seguito a un impeachment o a una condanna del tribunale. La Corte suprema, massimo organo giudiziario sudcoreano, è composta da un presidente e da tredici giudici di nomina presidenziale, previo consenso dell’Assemblea nazionale; a essa sono direttamente subordinate le cinque Corti d’appello (a Seoul, Pusan, Taegu, Taejon e Kwangju), mentre i tribunali distrettuali, presenti in tutte le grandi città, hanno giurisdizione sui casi civili e criminali di prima istanza. A Seoul esiste inoltre un tribunale familiare, che si occupa delle controversie domestiche. A un’apposita Corte costituzionale composta da nove membri sono infine affidati gli affari costituzionali e politici. È in vigore la pena di morte. La Corea del Sud è suddivisa in nove province e sei città con status provinciale; la capitale Seoul costituisce una municipalità speciale. In passato i governatori delle province e i sindaci delle città erano nominati direttamente dal presidente, ma a partire dal 1995 sono state introdotte le elezioni locali. |
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Il presidente sud coreano |
partire dalla fine degli anni Ottanta il sistema politico sudcoreano è andato progressivamente trasformandosi e democratizzandosi, nonostante l’estesa corruzione e la forte resistenza dei poteri tradizionali. Al Grande partito nazionale (Hannara Dang), di tendenze conservatrici, erede del vecchio Partito della giustizia attraverso le successive trasformazioni in Partito democratico liberale (1990) e in Partito della Nuova Corea (1996), negli anni Novanta si è affiancato il Partito democratico (Minju Dang, o Partito democratico del millennio, precedentemente noto come Congresso nazionale per la nuova politica), di tendenze liberali. Da una costola progressista del Partito democratico è nato il Nostro Partito (Uri Dang), che ha clamorosamente vinto le elezioni del 2004 vivendo in seguito un rapido declino. Nelle stesse elezioni si è affermato il Partito democratico del lavoro (Minjunodong Dang), vicino alla centrale sindacale progressista. Tra gli altri partiti, l’unico a rivestire una certa importanza è quello dei Liberaldemocratici Uniti (Jayu Minju Yonmaeng), di tendenze conservatrici. "Corea del Sud," Microsoft® Encarta |
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