Leonardo da Vinci ed i progretti scientifici
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La comprensione del ruolo importantissimo di Leonardo nel processo di nascita della scienza moderna è recente. La difficoltà di interpretarlo è derivata dal fatto che molti suoi trattati scientifici non furono mai portati a termine e pubblicati, mentre i suoi manoscritti constano di circa cinquemila pagine di appunti, quasi tutti leggibili soltanto allo specchio poiché Leonardo, mancino, scriveva alla rovescia, da destra verso sinistra. Tra i codici più importanti ricordiamo il Codice Atlantico (Pinacoteca Ambrosiana, Milano), i manoscritti della Royal Library del Castello di Windsor (Londra), i codici del Victoria and Albert Museum e il codice Arundel del British Museum (entrambi a Londra), i manoscritti della Biblioteca Nacional di Madrid, i codici dell’Institut de France a Parigi e la raccolta conservata presso la Biblioteca Reale di Torino. |
Fu una commissione insediata dal Governo italiano a Milano nel 1930 ad affrontare il significato degli studi e delle ricerche di Leonardo. Dopo diversi anni di lavoro il risultato fu portato alla conoscenza di tutti prima in una mostra che si tenne nella Triennale nel 1938, e successivamente, nel 1953, nella Galleria Leonardo del Museo della Scienza di Milano. Ciò che si comprese da questi studi fu che Leonardo aveva intuito e affermato l’importanza della sperimentazione scientifica meglio di ogni altro scienziato del suo secolo, ma soprattutto che le soluzioni tecniche potevano essere ordinate in principi e ripetute in altri contesti, così che a buon diritto Leonardo può essere considerato il padre della “tecnologia”. |
Le sue teorie scientifiche, così come le sue innovazioni artistiche, erano basate su un’attenta osservazione dei fenomeni naturali. Anticipando numerose scoperte dell’era moderna, Leonardo non trascurò nessun ambito dello scibile: nel campo dell’anatomia studiò la circolazione sanguigna e il movimento degli occhi, indagò profondamente i fenomeni meteorologici e geologici, studiò l’effetto della Luna sulle maree, precorse alcune teorie moderne riguardo alla formazione dei continenti e approfondì lo studio delle origini dei fossili. Fu anche uno degli iniziatori della scienza dell’idraulica e il primo a considerare la botanica una scienza autonoma. Progettò un efficace sistema di canalizzazione dei fiumi e inventò molte macchine e attrezzi ingegnosi, tra i quali lo scafandro. Per tutta la vita studiò e analizzò il volo degli uccelli: le scoperte sul volo lo portarono a enunciare principi di aerodinamica tuttora considerati validi. “Uomo universale”, sperimentatore a tutto campo dello scibile umano, Leonardo non poteva non cimentarsi anche in campo letterario. Tra i numerosi scritti di carattere tecnico e scientifico si trovano infatti, non organizzati razionalmente, ma sparsi tra le varie carte, anche testi prosastici di intento narrativo, come le Facezie, alcune Favole, una sorta di Bestiario, oltre a molteplici annotazioni varie. |
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Leonardo da Vinci: Ornitottero. Encarta |
Tutta la produzione scritta di Leonardo è in volgare, giacché lui stesso si definisce, in una pagina del Codice Atlantico, “omo sanza lettere”, ovvero non conoscitore del latino. Le Favole, in particolare, rivelano nella loro densa brevità espressiva un intenso significato moraleggiante, che lascia intravedere il fondamentale pessimismo leonardesco riguardo alla felicità dell’essenza della natura umana. Le fonti di questi testi derivano dalla tradizione favolistica popolare come anche dalla diretta e curiosa osservazione della realtà."Leonardo da Vinci," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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