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Vladimir Putin in Russia
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Funzionario quasi sconosciuto dei servizi di sicurezza, Putin si conquistò il consenso popolare sfruttando la forte ripresa del sentimento nazionalista e la diffusa ostilità verso le popolazioni caucasiche. Egli colse infatti l’occasione fornitagli da una virulenta ripresa della guerriglia cecena per sferrare nel settembre 1999 una massiccia offensiva contro le milizie di Shamil Basaev, che, sconfinate nel Dagestan, vi avevano proclamato uno stato islamico indipendente. Ignorando le proteste internazionali, nell’autunno le truppe russe ripresero l’offensiva contro la Cecenia.

Dopo una martellante campagna propagandistica che oscurò tutti gli altri partiti, nelle elezioni per il rinnovo della Duma del dicembre 1999 Putin ottenne una netta vittoria con il suo partito Unità, appena costituito. Il 31 dicembre, in seguito alle improvvise dimissioni di Eltsin, Putin assunse anche la presidenza della Russia, alla quale fu confermato, prevalendo sul leader comunista Zyuganov, nel marzo 2000.

 

Putin ereditò un paese profondamente trasformato dalla rottura radicale con il passato sovietico e dalle riforme introdotte negli anni Novanta. I risultati conseguiti da Eltsin erano tuttavia contraddittori; le riforme economiche, dettate dalla foga iconoclasta nei confronti dell’economia socialista ma soprattutto dalla corsa all’accaparramento dei settori redditizi dell’industria statale, avevano drasticamente ridotto il ruolo dello stato nell’economia e favorito lo sviluppo dell’impresa privata ma, allo stesso tempo, avevano determinato una massiccia concentrazione di ricchezza in poche mani e spinto quasi la metà della popolazione nella povertà. Con i cospicui guadagni della privatizzazione, la nuova oligarchia (spesso erede diretta dell’apparato politico del periodo sovietico) si era lanciata sui mercati finanziari internazionali, facendo mancare al paese le risorse necessarie allo sviluppo interno.

Le riforme politiche avevano prodotto risultati altrettanto incerti. Iniziato all’insegna della glasnost (“trasparenza”) e della perestrojka (“ristrutturazione”) gorbacioviane, il processo di riforma era stato in seguito piegato alle esigenze di un unico clan e di un presidente con poteri quasi dittatoriali; la politica di Eltsin, volta alla limitazione del ruolo democratico dei partiti, della Duma e delle altre istituzioni dello stato, aveva causato una forte instabilità e un diffuso scetticismo nei confronti del sistema democratico. Il paese, in pieno caos economico e politico, viveva inoltre un isolamento internazionale mai sperimentato dalla caduta dell’Unione Sovietica a causa del conflitto ceceno, che alimentava le proteste della comunità internazionale. "Russia," Microsoft® Encarta

Vladimir Putin
Vladimir Putin. Encarta
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