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Storia di Cuba : Il regime di Batista e la rivoluzione cubana
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Nel marzo del 1952 l’ex presidente Batista, con il sostegno dell’esercito, sospese la Costituzione, sciolse il Parlamento e istituì un governo provvisorio promettendo lo svolgimento di nuove elezioni. Sostenuto dagli Stati Uniti, Batista instaurò invece una dittatura corrotta e sanguinaria, sottomessa agli interessi statunitensi e dell’oligarchia nazionale. L’indifferenza del regime nei confronti delle misere condizioni della popolazione, la mancanza di qualsivoglia spazio di libertà politica, la rapacità delle classi dirigenti e la brutalità della polizia e dell’esercito spinsero molti cubani sulla strada di un’opposizione radicale al regime dittatoriale. |
Il 26 luglio 1953, l’attacco guidato dal giovane avvocato Fidel Castro contro la caserma Moncada di Santiago di Cuba segnò la nascita della resistenza armata al regime di Batista. Gli insorti vennero tuttavia sconfitti e Batista fu eletto incontrastato nel 1954 alla presidenza del paese. Castro, condannato a quindici anni di prigione, nel 1955 venne costretto all’esilio in Messico, dove raccolse attorno a sé un piccolo gruppo di rivoluzionari al quale si unì il medico argentino Ernesto “Che” Guevara. Il 2 dicembre 1956, Castro giunse a Cuba a bordo dello yacht Granma con un’ottantina di compagni, la gran parte dei quali perse la vita per il disastroso sbarco e scontrandosi con l’esercito regolare. Rifugiatosi sulla Sierra Maestra, Castro organizzò il “Movimento 26 luglio”, così chiamato per commemorare la rivolta del 1953, aprendo diversi focolai di guerriglia. |
Il 17 marzo 1958, forte di un ampio sostegno popolare, scatenò l’offensiva che il 1° gennaio 1959 culminò nell’insurrezione dell’Avana e nella fuga di Batista dal paese. Fu allora istituito un governo provvisorio in cui Castro ricoprì la carica di primo ministro. Castro lanciò un programma di lavori pubblici per combattere la disoccupazione e un piano per migliorare l’istruzione e la sanità del paese, conquistandosi un vasto consenso. La riforma agraria promulgata nel giugno 1959, che espropriò le terre delle compagnie statunitensi proibendo altresì a imprese straniere la gestione e lo sfruttamento delle piantagioni di canna da zucchero, inaugurò un aspro conflitto con gli Stati Uniti destinato a durare nel tempo e a rivelarsi come uno dei più complessi dell’intera storia delle relazioni internazionali. |
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Ramon Grau San Martin |
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