Storia della Birmania : il regime di Ne Win
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Ne Win instaurò una dittatura sanguinaria, mentre a livello internazionale egli cercò di mantenere una certa autonomia, collocando la Birmania tra i paesi non-allineati. Il Consiglio rivoluzionario abolì i partiti d’opposizione e imboccò una “via birmana al socialismo”, attuando una nazionalizzazione su vasta scala; tuttavia il governo non riuscì a fermare né il conflitto etnico, né quello politico, in cui il Partito comunista, appoggiato dai cinesi, rivestì un ruolo importante. |
Nel 1974 venne promulgata una nuova Costituzione, con la quale il potere passò dal Consiglio rivoluzionario a un’Assemblea popolare capeggiata da Ne Win e il nome del paese mutò in Repubblica socialista dell’Unione birmana. Nel 1981 Ne Win lasciò la presidenza a San Yu, riservandosi la carica di segretario generale del Partito del programma socialista birmano, l’unico legale. Durante tutti gli anni Ottanta continuarono gli scontri tra esercito e guerriglia, soprattutto al confine con Cina e Thailandia. Nel marzo e nel giugno del 1988, a causa di un’improvvisa svalutazione della moneta, scoppiarono violente proteste antigovernative che costrinsero Ne Win a rassegnare le dimissioni come segretario di partito e diedero inizio a un nuovo periodo di disordini repressi nel sangue. |
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Ne Win |
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