Il regime politico dell'India
|
Fotografie India |
Nata insieme al Pakistan nel 1947 dalla divisione del territorio dell’Impero britannico delle Indie, in base alla Costituzione adottata nel 1950 l’Unione Indiana è una repubblica parlamentare di tipo federale. Il presidente, eletto dal Parlamento e dalle assemblee degli stati con un mandato di cinque anni, è rieleggibile; ha la facoltà di designare il primo ministro nella persona del leader del partito di maggioranza. |
Il sistema legislativo è basato su un Parlamento (Sansad) bicamerale: il Consiglio degli stati (Rajya Sabha) è composto da un numero massimo di 250 membri (di cui dodici di nomina presidenziale e i rimanenti eletti dalle assemblee degli stati) in carica per sei anni; la Camera del popolo (Lok Sabha) riunisce 545 membri di cui 543 eletti con voto diretto per cinque anni e due nominati dal presidente in rappresentanza della comunità angloindiana. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età. Il sistema giudiziario prevede una Corte Suprema, i cui giudici sono nominati dal presidente e restano in carica fino a 65 anni. |
La pena di morte è in vigore; nel 2004 si è interrotta una moratoria delle esecuzioni capitali durata nove anni. L’India comprende ventotto stati, dotati ciascuno di assemblea legislativa e governo propri, e sette territori amministrati dal governo centrale. La scena politica indiana è stata a lungo dominata dal Partito del Congresso (Indian National Congress) fondato nel 1885 e in seguito guidato da Gandhi e Nehru, i maggiori protagonisti dell’indipendenza indiana. |
![]() |
Il sistema politico indiano. Enciclopedia Encarta |
A partire dagli anni Ottanta del XX secolo nel paese si è affermata una forza nazionalista indù, il Partito del popolo indiano (Bharatiya Janata Party, BJP), mentre ha rafforzato la sua presenza il Partito comunista indiano (Communist Party of India-Marxist, CPI-M)."India," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008 |
![]() Ricerca personalizzata
|