La Cina all'inizio del 20o secolo : la Repubblica cinese
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Nonostante l’adozione di una Costituzione e l’insediamento di un Parlamento nel 1912, Yuan Shikai non permise mai un vero controllo sul suo operato. Quando il nuovo partito nazionalista del Guomindang guidato da Sun Yat-Sen tentò di limitare il potere di Yuan prima con l’azione parlamentare, poi con un tentativo di ribellione (1913), questi sciolse il Parlamento e dichiarò fuorilegge il movimento. Alla sua morte, avvenuta nel 1916, il potere politico passò nelle mani dei governatori militari locali (i cosiddetti “signori della guerra“), mentre il governo centrale mantenne un’esistenza fittizia fino al 1927. |
Nel corso della prima guerra mondiale il Giappone cercò di stabilire il suo dominio sulla Cina (1915). La tardiva entrata in guerra della Cina a fianco degli Alleati nel 1917 ebbe l’unico scopo di assicurare al paese un posto al tavolo della pace e un’opportunità di contrastare le ambizioni giapponesi. A Versailles il presidente americano Woodrow Wilson si mostrò troppo interessato a dar vita alla Società delle Nazioni per permettersi di affrontare in modo adeguato il problema cinese e correre così il rischio di perdere il sostegno del Giappone. |
Delusi dal cinismo mostrato dalle potenze occidentali, i cinesi rivolsero la loro attenzione all’Unione Sovietica, rappresentata in patria dal Partito comunista cinese, fondato a Shanghai nel 1921 e che contava tra i suoi primi membri Mao Zedong. Nel 1923 Sun Yat-Sen accolse i consigli sovietici relativi alla riorganizzazione del Guomindang e delle sue deboli forze militari, ammettendo membri comunisti nel direttivo del partito, che dopo la morte di Sun venne guidato dal generale Jiang Jieshi (noto anche come Chiang Kai-shek). Questi, nel 1926, dalla base militare del partito a Canton, iniziò la campagna di liberazione nazionale dal potere dei signori della guerra. Nel contempo, a partire dal 1928, Jiang rovesciò la linea del suo predecessore e condusse una sanguinosa epurazione dei membri comunisti del partito, appoggiandosi ai proprietari terrieri e alle potenze imperialiste. |
La guerra civile e l’espansionismo giapponese |
Il nuovo governo nazionale, stabilito dal Guomindang a Nanchino nel 1928, dovette così affrontare l’opposizione dei signori della guerra e agli inizi degli anni Trenta la rivolta comunista guidata da Mao Zedong; egli, con i capi comunisti Zhou Enlai e Che-teh, costituì, nella zona montana dello Jangxi, una Repubblica sovietica cinese sostenuta da un forte esercito e appoggiata dai contadini, attratti dalla prospettiva di una riforma agraria. Infine, il nuovo governo di Jiang dovette far fronte all’aggressione giapponese in Manciuria e nella Cina settentrionale, sfociata nel 1932 nella creazione dello stato fantoccio del Manchukuo, formalmente affidato alla guida di Pu Yi, ultimo sovrano manciù, che assunse il titolo di imperatore. Nel tardo 1934 Jiang riuscì a circondare l’Armata Rossa nello Jiangxi, ma i comunisti, rotto l’assedio al termine della Lunga Marcia, riuscirono a trasferirsi nella provincia settentrionale dello Shaanxi. |
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Sun Yat-Sen. Encarta |
Allarmato dall’avanzata giapponese, un gruppo di ufficiali obbligò Jiang a stringere un momentaneo patto d’azione antigiapponese con i comunisti, sospendendo la guerra civile. |
La seconda guerra mondiale |
Nel 1937 la penetrazione giapponese in Cina sfociò in una vera e propria guerra. Entro il 1938 il Giappone aveva invaso la maggior parte della Cina nordorientale, la valle del Chiang Jiang fino ad Hankou, e il territorio di Canton, sulla costa sudorientale. Il Guomindang spostò la capitale e gran parte dell’esercito nell’entroterra, nella provincia sudoccidentale di Sichuan. Durante la seconda guerra mondiale i comunisti, dalla base di Yan’an, occuparono gran parte del territorio della Cina del Nord infiltrandosi in molte zone rurali a ridosso delle linee giapponesi. Riuscirono poi a conquistarsi l’appoggio dei contadini locali, consolidando le basi del Partito e dell’Armata Rossa e aumentandone sensibilmente le fila. |
Nel 1945, subito dopo la resa del Giappone, la guerra civile riprese, nonostante un tentativo di mediazione operato dal generale americano George Marshall, che dopo circa un anno dovette rinunciare all’impresa (1947). Nel 1948 l’iniziativa militare passò ai comunisti, e nell’estate del 1949 la resistenza nazionalista crollò. Jiang Jieshi e i suoi cercarono rifugio sull’isola di Taiwan, mentre il 1° ottobre 1949 veniva proclamata ufficialmente la Repubblica popolare cinese. "Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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