La repubblica di Weimar
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Fotografie Germania |
Le durissime condizioni di pace imposte ai tedeschi dal trattato di Versailles nel 1919 non facilitarono il processo di pacificazione, preparando anzi il clima per il futuro riarmo della Germania. Oltre all’obbligo di pagare ingentissime riparazioni di guerra, la Germania dovette cedere l’Alsazia-Lorena alla Francia e la Prussia occidentale alla Polonia; perse inoltre tutte le colonie, buona parte delle riserve di carbone, dei treni, delle navi mercantili e di quelle militari. Il diffuso malcontento per le clausole della pace minò alla radice i rapporti del nuovo regime di Weimar con la comunità internazionale e con i vicini stati europei in particolare, mentre sul piano interno screditò in partenza il nuovo governo socialdemocratico agli occhi di una buona parte della popolazione, attratta dalla propaganda comunista e nazionalsocialista. |
La repubblica di Weimar |
La situazione fu infatti complicata dal susseguirsi di tentativi rivoluzionari di sinistra e di destra, dall’insurrezione degli spartachisti comunisti (1919) guidati da Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg e, nel 1923, dal fallito Putsch di Monaco a opera di Adolf Hitler. |
La situazione economica peggiorò le cose. Dal momento che la Germania non era in grado di pagare i risarcimenti richiesti, nel 1923 la Francia invase la regione della Ruhr per assumere il controllo diretto delle miniere di carbone. Il governo tedesco incitò i lavoratori alla resistenza passiva, stampando enormi quantità di nuova moneta per poterli pagare; l’inflazione che ne derivò si tradusse in una situazione di completa destabilizzazione sociale, economica e istituzionale. Aiutato dal piano Dawes (introdotto nel 1924 per rateizzare in ragionevoli quote annuali il pagamento delle riparazioni di guerra) e da un programma di prestiti internazionali per rilanciare l’industria, il primo ministro Gustav Stresemann tentò di guidare il paese fuori dalla disastrosa situazione economica; per cinque anni la Germania poté godere di un periodo di pace e relativa prosperità, tanto da essere ammessa nel 1926 nella Società delle Nazioni. |
Tuttavia, la crisi economica mondiale del 1929 fece ripiombare il paese in una situazione disastrosa e milioni di disoccupati, delusi dalle democrazie capitaliste, si rivolsero all’ideologia nazista di Adolf Hitler. |
Nel 1932, in piena depressione, il Partito nazionalsocialista divenne il primo partito del paese, così che il suo leader, nel gennaio 1933, fu nominato cancelliere. L’incendio del Reichstag nel mese seguente diede a Hitler il pretesto per mettere fuorilegge i comunisti. In marzo, un Reichstag rieletto dopo una campagna elettorale terroristica diede pieni poteri a Hitler, che istituì di fatto un regime totalitario. Forte del potere ricevuto e aumentandolo sempre più (tanto da concentrare in sé i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario, la guida delle forze armate, la carica di cancelliere e quella di capo dello stato, dopo la morte di Paul von Hindenburg), Hitler si volse alla fondazione del Terzo Reich, apprestandosi nel contempo alla costruzione di un sistema dittatoriale capace di controllare e dirigere ogni aspetto della vita del paese attraverso una serie di strumenti efficaci e perfettamente organizzati: l’indottrinamento e il reclutamento della gioventù hitleriana; |
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Conferenza di Parigi. Encarta |
una propaganda capillare affiancata dalla Gestapo, la polizia segreta; una vasta burocrazia con poteri militari e civili, le famigerate Shutzstaffeln (SS). Il sistema ideologico-amministrativo nazista trovò l’ideale capro espiatorio nella razza ebraica, contrapposta alla purezza della razza ariana: la notte dei cristalli (tra il 9 e il 10 novembre 1938) annunciò la futura “soluzione finale“ della questione ebraica. "Germania," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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