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Storia dell'Austria : guerra con la Francia e rivoluzione del 1848
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I tentativi dei rivali di contestare l’autorità o ridurre il potere della sovrana sfociarono nella guerra di successione austriaca e culminarono nella guerra dei Sette anni. Maria Teresa avviò un’opera di profonda riorganizzazione e modernizzazione dei domini della casa, riformando l’amministrazione imperiale, il sistema scolastico e i codici legislativi; il figlio e successore Giuseppe II continuò l’opera di centralizzazione delle strutture di governo (attirandosi per questo l’opposizione dei nazionalisti ungheresi, belgi e boemi), coniugandola con l’acquisto di nuove terre in Polonia che spartì con la Russia e la Prussia. |
Dal 1792 al 1815 l’impero asburgico fu profondamente coinvolto nelle vicende della Rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche. Le azioni militari austriache cominciarono con la vittoriosa invasione della Francia in alleanza con la Prussia, cui però seguì una lunga serie di sconfitte che provocarono la perdita dei Paesi Bassi (1794-1795) e di buona parte della Confederazione tedesca, tanto che nel 1806 Francesco I sciolse il Sacro romano impero. Il congresso di Vienna (1814-1815) restituì all’imperatore i suoi antichi possedimenti, aggiungendovi Lombardo-Veneto, Istria e Dalmazia, mentre l’abilità diplomatica del cancelliere austriaco Klemens von Metternich fece dell’impero asburgico il centro del nuovo assetto europeo |
Dal 1815 al 1848 la direttiva principale della politica asburgica fu la conservazione dello status quo territoriale e istituzionale stabilito a Vienna dalle potenze vincitrici, resa sempre più difficile dai mutamenti socio-economici legati al processo di industrializzazione che interessò anche l’impero austriaco, al quale si aggiunse lo sviluppo di una coscienza nazionale da parte delle sue diverse componenti etniche. Nel marzo 1848 un vasto movimento rivoluzionario investì l’impero costringendo Metternich alle dimissioni e successivamente all’abdicazione di Ferdinando I in favore del nipote diciottenne, Francesco Giuseppe I (che avrebbe regnato sino al 1916). Il nuovo imperatore promulgò una Costituzione che istituiva per l’Austria un sistema di governo parlamentare e liberava i contadini da ogni carico feudale, avviando inoltre lo studio di una riorganizzazione complessiva dell’impero su base nazionale. |
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Klemens von Metternich |
Nel frattempo le divisioni interne ai diversi movimenti rivoluzionari minarono le vittorie sin lì da essi ottenute: sia i ribelli italiani nel Lombardo-Veneto sia quelli ungheresi vennero schiacciati dalla reazione asburgica, sostenuta dalle truppe dello zar di Russia. Francesco Giuseppe abbandonò ogni prospettiva liberalizzante e, abolito il governo costituzionale austriaco, congelò il piano di riorganizzazione imperiale. |
Durante la guerra di Crimea (1853-1856) l’Austria intervenne a fianco di Inghilterra e Francia dopo l’occupazione russa dei principati di Moldavia e Valacchia. Oltre a deteriorare i rapporti con la Russia, il conflitto rovinò le finanze austriache, costrette di lì a cinque anni ad affrontare il peso di un nuovo conflitto con il Regno di Sardegna, in seguito al quale l’Austria perse la Lombardia. L’Austria perse anche il confronto con la Prussia nella lotta per la supremazia in Europa centrale, con un esito reso definitivo dalla battaglia di Sadowa (1866): in seguito a essa l’Italia (alleata della Prussia) ottenne Venezia, la Confederazione germanica fu sciolta e la Prussia si mise alla guida della creazione dello stato tedesco unitario. "Austria" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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