Storia dello stato del Connecticut
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Nel 2007 il Connecticut contava 3.502.309 abitanti, con una densità media di 279 abitanti per km² (è uno degli stati più densamente popolati degli Stati Uniti) e un tasso di crescita decennale (1990-2000) del 3,6%. I bianchi costituiscono l’81,6% della popolazione totale, i neri il 9,1%, gli ispanici il 9,4%, gli asiatici il 2,4% e gli amerindi lo 0,3%. |
Il Connecticut si regge sulla Costituzione adottata nel 1965 e sui successivi emendamenti. L'autorità legislativa, denominata Assemblea generale, è di tipo bicamerale, con un Senato e una Camera dei rappresentanti. Capo dell'esecutivo è il governatore, eletto a suffragio universale, affiancato dal vicegovernatore, dal segretario di stato, dal procuratore generale, dal tesoriere e dal responsabile per la pianificazione finanziaria, anch'essi eletti per suffragio. Prima dell'arrivo degli europei la regione era abitata dagli algonchini. Le prime esplorazioni furono compiute nel 1614 dagli olandesi i quali, una decina d'anni dopo, fortificarono diverse località. Gli inglesi occuparono la zona nel 1631 e nel 1635, attirati dal suolo fertile e dalla ricchezza di legname, fondarono il primo insediamento a Windsor. Una massiccia migrazione, nel giugno 1636, portò alla rivolta degli indiani pequot, che furono sterminati dai coloni nei due anni seguenti. |
I confini del territorio vennero fissati nel 1662 con un emendamento promulgato dal re Carlo II; nel 1688, alla detronizzazione di Giacomo II, la regione venne inclusa nel dominio del New England. Animato da ideali indipendentisti e antischiavisti (abolirà la schiavitù nel 1848), il Connecticut fu uno degli stati fondatori dell'Unione degli Stati Uniti d'America nel 1776, e ne ratificò la Costituzione nel 1788. Durante la guerra di secessione il Connecticut fu in prima linea a fianco dei Nordisti. Nello stato si trova la terza più antica università americana: la Yale University, a New Haven. |
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