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Storia dello stato di Hawaii
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Storia Hawaii

La Costituzione vigente risale al 1950. Il governatore è eletto ogni quattro anni e può rimanere in carica per due mandati consecutivi, dopodiché devono trascorrere quattro anni prima che possa ripresentarsi. Il potere legislativo spetta al Parlamento. A livello nazionale le Hawaii sono rappresentate da due senatori e due membri della camera al Congresso degli Stati Uniti, e hanno diritto a quattro voti nelle elezioni presidenziali.

La popolazione hawaiana, i cui antenati giunsero attraverso l'oceano dalla Polinesia nel I millennio d.C., sviluppò una cultura originale, che mantiene però evidenti i legami con la terra d'origine. La struttura religiosa e sociale, basata su un sistema a caste, era imperniata sul concetto di kapu (il tabù della Polinesia), che stabiliva le norme per le varie classi sociali. I sacerdoti e i re stabilivano quindi i canoni di condotta per il popolo.

Le isole furono scoperte nel 1778 dall'esploratore inglese James Cook che le chiamò col nome del suo patrocinatore, John Montagu, conte di Sandwich. Il nome cadde in disuso con il subentrare del dominio statunitense. Nel 1790 gli europei si erano già insediati nelle isole e ne avevano modificato profondamente le usanze. Alla fine del XVIII secolo comparvero malattie infettive prima sconosciute, mentre l'alcolismo decimava la popolazione indigena.

Tra il 1790 e il 1810 le isole furono riunite politicamente sotto il re Kamehameha I, i cui cinque successori regnarono fino all'estinguersi della dinastia, nel 1872. In quegli anni i regnanti riuscirono a conservare l'indipendenza e a tenere lontane dal governo e dall'economia le potenze straniere, in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna, che mostravano grande interesse nei confronti dell'arcipelago, soprattutto per la sua posizione strategica nel Pacifico. Successivamente però andò via via aumentando la penetrazione americana nelle isole, soprattutto dal punto di vista economico, fino a che, nel 1893, fu istituito un governo provvisorio sotto la guida di Sanford B. Dole, figlio di un missionario americano, che sollecitò l'annessione dell'arcipelago agli Stati Uniti. Tuttavia il presidente Grover Cleveland respinse la proposta.

Palazzo Honolulu
Surf Hawaii Encarta
Il governo provvisorio proclamò allora la Repubblica di Hawaii (4 luglio 1894), con Dole alla presidenza.

Il successore di Cleveland, William McKinley, chiese e ottenne dal Congresso l'annessione, cosicché le Hawaii entrarono a far parte degli Stati Uniti il 12 agosto 1898. Il governo locale si insediò nel 1900, con Dole come primo governatore e con il diritto di rappresentatività presso la Camera americana (un delegato con diritto di parola ma non di voto).

Il 7 dicembre del 1941 l'attacco giapponese a Pearl Harbor, che nel frattempo era divenuto un punto focale della difesa americana nel Pacifico, ebbe come esito l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Il giorno successivo le Hawaii furono sottoposte a legge marziale e l'esercito governò il territorio fino all'ottobre 1944. Nel 1959 il Congresso approvò la legge che proclamava le Hawaii il cinquantesimo stato della federazione. "Hawaii," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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