Storia moderna dell'Egitto : una cauta apertura egiziana
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Immagini Egitto |
Nel 1998, la paralisi nel processo di pace in Palestina causò un raffreddamento dei rapporti tra Israele ed Egitto, che alla fine dell’anno deplorò il nuovo intervento militare statunitense contro l’Iraq. Alla repressione, il governo egiziano fece seguire un dialogo con le componenti più moderate del movimento islamista. Dopo una pubblica condanna della violenza da parte di molti membri delle organizzazioni radicali islamiche, vennero liberati un migliaio di prigionieri politici. Allo stesso tempo il governo vietò la costituzione di un partito politico vicino ai Fratelli musulmani, benché anche questa organizzazione avesse accettato il dialogo con il governo; centinaia di membri delle organizzazioni più radicali della galassia islamista, quali Al-Jama al-Islamiya e il Jihad, lasciarono il paese andando a infoltire le file delle milizie arabe che combattevano al fianco della guerriglia in Cecenia e dei taliban in Afghanistan. |
Confermato nel 1999 alla presidenza, Mubarak avviò una timida riforma economica, che investì solo marginalmente l’abnorme settore della pubblica amministrazione (più di cinque milioni di dipendenti), la maggiore fonte di consenso del regime. I risultati furono tuttavia insoddisfacenti, anche a causa della forte diminuzione delle entrate dell’industria turistica. In seguito alla ripresa dell’intifada nei territori occupati palestinesi, si deteriorarono ulteriormente le relazioni tra Israele ed Egitto, che attribuiva al governo israeliano la responsabilità del fallimento del processo di pace avviato nel 1993 con gli accordi di Oslo. Mubarak si prodigò per evitare tuttavia una rottura dei rapporti diplomatici tra Israele e i paesi arabi. All’indomani dell’attacco terroristico dell’11 settembre contro gli Stati Uniti, l’industria turistica egiziana, già in difficoltà, registrò un ulteriormente peggioramento, |
per giungere sull’orlo del collasso in seguito all’offensiva anglo-americana in Iraq (2003) e alla ripresa della strategia terroristica islamista; nell’ottobre 2004 un attentato distrusse un albergo in una località turistica del Sinai, facendo più di 30 vittime (in maggioranza israeliane) e nel luglio 2005 diverse bombe esplosero a Sharm el-Sheikh, provocando un’ottantina di morti e più di duecento feriti. |
Crebbe nel contempo il malcontento nel paese, sia per i problemi dovuti alla situazione economica, sia per la mancanza di spazi politici e in particolare per le leggi d’emergenza introdotte nel 1981 dopo l’assassinio di Sadat e mai rimosse. Il dissenso si fece strada anche all’interno dello stesso Partito nazionale democratico al potere, in cui crebbe l’influenza di Gamal Mubarak, figlio del presidente. Nel 2004, diversi esponenti dell’ala liberale del PND entrarono nel governo, sostenendovi la necessità di rilanciare il processo di riforma politica ed economica. Nel maggio 2005, un referendum approvò un emendamento alla Costituzione, il quale riconobbe, sebbene solo formalmente, anche alle opposizioni il diritto di concorrere alle elezioni presidenziali. |
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Hosni Mubarak |
Nel settembre 2005 il presidente Mubarak è confermato per la quinta volta consecutiva alla guida dello stato, ottenendo l’88,6% dei suffragi. Le opposizioni disertano tuttavia le elezioni, che registrano una bassissima partecipazione (circa il 23% degli aventi diritto al voto). Nelle elezioni legislative di dicembre il Partito democratico nazionale conserva la maggioranza; significativo è il successo dei Fratelli musulmani, che ottengono, promuovendo diverse liste indipendenti, circa un quinto dei seggi del Parlamento egiziano. "Egitto," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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