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Storia recente dell'Indonesia
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Nel novembre del 2004 il governo di Giacarta lanciò una poderosa offensiva militare contro i separatisti di Aceh; nelle operazioni trovarono la morte più di 2000 persone, tra cui molti civili.

Il 26 dicembre l’Indonesia fu raggiunta, con altri paesi del golfo del Bengala, da un’onda anomala (il cosiddetto tsunami). La penisola di Aceh subì i danni più gravi; il capoluogo Banda Aceh e molti centri della costa occidentale della provincia furono infatti letteralmente cancellati dalla forza delle onde, che causò decine di migliaia di vittime. La tragedia favorì tuttavia una ripresa del dialogo tra governo e forze separatiste, che nell’agosto 2005 firmarono un primo accordo per il disarmo della guerriglia e il ritiro dell’esercito dalla provincia, alla quale venne promessa un’ampia autonomia. Il processo di pace culminò nel dicembre 2006 con le elezioni locali e con la nomina del leader del movimento separatista Irwandi Yusuf alla carica di governatore della provincia.

Nel maggio 2006 l’isola di Giava venne colpita da un disastroso terremoto che causò migliaia di vittime ed estesi danni materiali. A luglio, uno tsunami raggiunse le coste dell’isola, provocando la morte di più di 500 persone.

Controversi furono i risultati economici e sociali conseguiti dal governo di Yudhoyono, anche a causa della forte rivalità tra il presidente e il suo vice Jusuf Kalla, il leader del Golkar. Secondo un rapporto pubblicato nel dicembre 2006 dalla Banca mondiale, ma contestato da Giacarta, 109 milioni di indonesiani vivevano in condizioni di estrema povertà disponendo di meno di due dollari al giorno.

Nel giugno 2007 è arrestato Zarkasih, leader dell’organizzazione Jemaah Islamiah, ritenuta responsabile di molti attentati terroristici.

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