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Storia della Serbia : la formazione dello stato serbo
Immagini Serbia

l territorio dell’attuale Serbia fece parte anticamente della regione dell’Illiria; conquistato dai romani nel 44 d.C., divenne provincia dell’impero (vedi Mesia). Intorno al III secolo i goti compirono incursioni nella regione che, dopo il 395, divenne parte dell’impero bizantino. Tra il VI e il VII secolo i serbi, una popolazione slava proveniente dalla Galizia, si stanziarono soprattutto nella regione a ovest della Morava e cercarono alleanze con i bizantini. Organizzati in piccoli principati guidati da uno zupan, subirono, tra il VII e il XII secolo, il dominio dei grandi imperi vicini: prima quello bizantino, poi quello bulgaro di Simeone, poi nuovamente quello bizantino. Durante questo periodo iniziarono a emergere due entità nazionali: la Zeta, all’origine del Montenegro, e la Rascia (o Raska), dalla quale sarebbe nata la Serbia. Entrambe subirono l’influenza politica, culturale e religiosa dell’impero bizantino e, grazie all’attività missionaria di Cirillo e Metodio, videro la diffusione del cristianesimo e dell’alfabeto cirillico.

I serbi furono unificati a opera di Stefano Nemanja, che intorno al 1168 fondò sul territorio della Rascia il regno di Serbia. A Stefano Nemanja succedette il figlio secondogenito Stefano I. Durante il suo regno (1196-1227) venne creata una Chiesa ortodossa serba autocefala e la religione ortodossa diventò religione di stato.

La Serbia si espanse gradualmente fino a comprendere, sotto l’impero di Stefano IX Dušan (1331-1355), gran parte dell’odierno territorio di Serbia, Montenegro, Albania e Grecia. L’impero “dei serbi e dei greci” visse un periodo di stabilità e di sviluppo; vi fiorirono le arti e furono codificati leggi e statuti. Alla morte di Stefano Dušan scoppiò la lotta tra i nobili, che portò a una veloce disgregazione dello stato.

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