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Storia dell'Ucraina : la dominazione russa
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La storia antica dell’Ucraina rappresenta un capitolo importante nella più generale storia russa. Kiev, centro di un fiorente principato tra il IX e il XIII secolo, è ancor oggi nota come la 'madre delle città russe'.

Nel XIII secolo l’area tra il Dnepr e i Carpazi subì l’invasione dei mongoli, che determinò il declino e poi lo smembramento del principato di Kiev. Conservò la propria indipendenza il principato occidentale di Galizia (fondato nel XII secolo), che passò sotto il controllo della Polonia nel corso del XIV secolo. In questo stesso periodo Kiev e il principato ucraino di Volinia furono conquistati dalla Lituania ma, sul finire del XIV secolo, caddero anch’essi sotto il controllo polacco.

Contro le mire espansionistiche della Polonia sulle vaste steppe a est del Dnepr, i cosacchi animarono una tenace resistenza, culminata nel 1648 in una violenta rivolta. Nel 1654, offrendo protezione ai cosacchi, la Russia avviò la sua penetrazione in Ucraina. Nel 1667, la Polonia cedette definitivamente la regione alla Russia, che stroncò i tentativi (1707-1708) dei cosacchi di sottrarsi al suo dominio. In seguito alle prime due spartizioni della Polonia (1722 e 1793), tutta la regione cadde sotto l’autorità russa, a eccezione della Galizia, della Bucovina e della Transcarpazia, incorporate nell’impero austroungarico (1722).

Caterina la Grande incoraggiò la colonizzazione dell’Ucraina, che divenne il principale bacino agricolo dell’impero.

Verso la fine del XIX secolo la regione visse anche un forte sviluppo industriale, il quale, concentrato nelle aree di Kiev e nel bacino del Donez, attrasse molta manodopera russa. Nel 1848, una violenta rivolta scoppiata nei domini austro-ungarici e sconfinata a est ebbe come esito l’abolizione della servitù della gleba e la concessione di una Costituzione. Nella seconda metà del secolo l’Ucraina vide la comparsa, soprattutto nelle città, di un movimento culturale e politico di stampo nazionalista, prontamente represso dalle autorità russe, che nel 1863 e nel 1876 proibirono l’uso della lingua ucraina nelle scuole. Il nazionalismo ucraino poté invece ampiamente svilupparsi nei territori occidentali governati dagli austroungarici, grazie al benevolo atteggiamento delle autorità. "Ucraina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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