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Storia della Svizzera : la Svizzera una nazione neutrale
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In virtù della tradizionale posizione di neutralità, la Svizzera diventò sede di numerose organizzazioni e incontri internazionali; qui venne fondata nel 1863 la Croce Rossa Internazionale e, al termine della prima guerra mondiale, la Società delle Nazioni. Nel 1948 la Svizzera si unì all’Organizzazione europea per la cooperazione economica, fu membro fondatore dell’Associazione europea di libero scambio nel 1959 e nel 1963 aderì al Consiglio d’Europa. Nel 1992 fece richiesta per la partecipazione alla Comunità Europea (ora denominata Unione Europea), in seguito ritirata per conservare la tradizionale posizione di neutralità.

Nel febbraio del 1971 le donne ottennero il diritto di voto per le elezioni federali. Un emendamento sull’eguaglianza dei diritti tra i sessi fu approvato da un referendum nel 1981; un altro referendum (1985) garantì alle donne l’eguaglianza legale nel matrimonio.

Nel corso degli anni Ottanta i cittadini svizzeri furono chiamati a esprimersi in materia di servizio militare (1984), aborto e contraccezione (1985), partecipazione alle Nazioni Unite (1986), immigrazione e asilo politico (1987), abolizione dell’esercito (1989). Nel 1989 le numerose manifestazioni per una maggiore sicurezza in materia di energia nucleare, seguite al disastro di Černobyl, portarono alla sospensione della costruzione di un sesto impianto nucleare. Dopo aver permesso l’accesso agli archivi delle sue banche, al fine di accertare la provenienza del denaro ed eventuali impieghi illeciti, nel 1992 la Svizzera aderì alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale. Gli anni Novanta registrarono comunque una profonda crisi economica alla quale si aggiunse la difficoltà di trovare un nuovo ruolo internazionale dopo la fine della Guerra Fredda.
Polemiche internazionali

A partire dal 1995 il paese si ritrovò inoltre al centro di un imbarazzante e lacerante dibattito sull’effettivo ruolo svolto, durante la seconda guerra mondiale, dal suo potente sistema bancario, accusato di aver sostenuto finanziariamente il regime nazista tedesco e di aver trattenuto ingenti somme appartenute alle vittime del nazismo. In seguito a pressioni internazionali – in particolare quelle del governo statunitense e delle organizzazioni ebraiche che minacciarono il boicottaggio del sistema bancario e finanziario svizzero – il governo elvetico accettò di mettere a disposizione degli studiosi gli archivi necessari a far luce sulle vicende; nel 1998 l’Unione di banche svizzere (UBS) e il Congresso mondiale ebraico raggiunsero un primo accordo sui risarcimenti alle vittime della Shoah titolari di conti bancari in Svizzera.

Il dibattito proseguì negli anni seguenti per le nuove accuse giunte dalla commissione di esperti, che individuarono precise responsabilità delle autorità dell’epoca nell’aver favorito la politica di sterminio nazista, limitando l’accoglienza degli ebrei.

Il 1998 si aprì all’insegna del rinnovamento, passo necessario per migliorare l’immagine interna e internazionale: furono approvate nuove norme legislative per facilitare la trasparenza bancaria e venne eletta alla presidenza Ruth Dreifuss, socialista di religione ebraica e prima donna a ricoprire questa carica nella storia della Confederazione. L’anno seguente un referendum approvò la nuova Costituzione che modificava quella del 1884; ma già le elezioni dell’ottobre 1999 mostrarono un’inversione di tendenza con la vittoria dell’Unione democratica di centro (UDC), partito antieuropeista e xenofobo, espressione di una crescente ostilità nei confronti dell’immigrazione e soprattutto del consistente arrivo di profughi provenienti dai paesi balcanici e dalla Turchia.

Adolf Ogi
Adolf Ogi

Il 2001 vide il fallimento del referendum indetto per favorire l’adesione del paese all’Unione Europea. Il 2002 fu invece l’anno dell’apertura verso l’esterno, con l’adesione della Svizzera alle Nazioni Unite e l’entrata in vigore di accordi bilaterali con alcuni paesi dell’Unione Europea, volti a facilitare la libera circolazione dei cittadini. Nello stesso anno fu votata da oltre il 70% degli svizzeri una legge in favore dell’interruzione volontaria della gravidanza e, nonostante il persistere di una difficile congiuntura economica, iniziò la sua attività la nuova compagnia aerea nazionale, la Swiss, in sostituzione della fallita Swissair. Motivo di orgoglio sportivo fu poi la vittoria della Coppa America, conquistata dal team della barca a vela Alinghi nel marzo del 2003.

Nel 2005, tra la Svizzera e l’Unione Europea sorsero contrasti sui vantaggi fiscali che il paese accordava alle imprese europee, che secondo Bruxelles costituivano veri e propri “aiuti di stato” contravvenendo agli accordi sottoscritti l’anno precedente. In seguito alle forti pressioni europee, il governo svizzero accettò di rivedere il sistema fiscale federale. La questione fu oggetto di una polemica nel 2006, quando i cantoni di Sciaffusa e Obwalden adottarono leggi fiscali ancor più favorevoli alle imprese straniere, che furono tuttavia bocciate da una sentenza della Corte federale nel 2007. "Svizzera," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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