URSS e la Guerra Fredda
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Fotografie Russia |
Alla fine del secondo conflitto mondiale l’URSS entrò nel novero delle grandi potenze. Stalin partecipò insieme ai capi di stato americano e inglese alle conferenze di Jalta e di Potsdam per gettare le basi di una strategia politica comune in Europa. Decisivo fu anche il ruolo sovietico nelle conferenze internazionali preliminari, che condussero alla creazione delle Nazioni Unite nel 1945. Berlino venne divisa in quattro settori e la parte orientale venne affidata ai sovietici, insieme con la parte settentrionale della Prussia orientale: vennero così poste le basi della Cortina di ferro, che dal 1947 avrebbe separato l’Europa orientale e parte dell’Europa centrale da quella occidentale. |
Nei paesi in cui l’influenza sovietica era dominante (Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Albania, Iugoslavia e Germania Orientale) la struttura politico-economica venne gradualmente riorganizzata sul modello di quella sovietica. Nello stabilire il proprio dominio politico in queste aree, l’URSS mirò dapprima alla cooperazione nei governi di coalizione, in cui i comunisti rappresentavano una minoranza, controllando però i ministeri, dirigendo le forze dell’ordine, l’esercito e l’economia. A partire dal 1947, poi, nei paesi a influenza sovietica si insediarono regimi guidati dai comunisti. Nel 1948 anche la Cecoslovacchia, paese che non rientrava direttamente nell’orbita sovietica, passò sotto il dominio comunista. |
L’unica a resistere alle pressioni sovietiche fu la Iugoslavia, che venne di conseguenza espulsa dal Cominform : il suo presidente, Josip Broz detto Tito, sarebbe diventato l’esponente di spicco del non allineamento. |
Questi sviluppi allarmarono i paesi occidentali e gli Stati Uniti e portarono alla creazione dell’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) nel 1949. Nello stesso anno, per coordinare le attività economiche degli stati sotto il controllo sovietico, l’URSS costituì il Consiglio di mutua assistenza economica (Comecon), insieme con Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia, Romania e Germania Orientale. Stalin mantenne il controllo assoluto sino alla sua morte, nel marzo del 1953, quando prese il potere un gruppo di alti dirigenti. Georgij Malenkov, segretario del partito, divenne primo ministro; Molotov fu ministro degli Esteri e a Lavrentij Berija spettò il ministero degli Interni; Kliment Voroilov venne nominato presidente del Presidium del Soviet Supremo. |
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Conferenza di Teheran. Encarta |
Nikita Kruscev successe a Malenkov in qualità di segretario del partito. Gli equilibri tuttavia si ruppero rapidamente: Berija venne rimosso, accusato di svolgere “attività criminali e antipartitiche” e nel dicembre del 1953 venne riconosciuto colpevole di cospirazione e fucilato. Altri suoi collaboratori subirono la stessa sorte l’anno seguente. Nel 1955 Malenkov fu costretto alle dimissioni e il maresciallo Nikolaj Bulganin venne eletto capo del governo. "URSS," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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